Le Sorelle Fox

Le sorelle Fox, Kate e Maggie Fox, sono il primo caso conosciuto di Medium. Due donne in possesso di facoltà medianiche. Erano in grado di comunicare con l’aldilà.

Lo Spiritismo è stata una corrente filosofica nata in Francia intorno alla metà dell’800. All’inizio solo un semplice argomento che coinvolgeva appassionati, si è ben presto diffuso tanto da diventare una vera e propria dottrina. Precursore del movimento, nonchè primo a studiarne i contenuti, fu il pedagogo Allan Kardec. Scrisse cinque importanti volumi (Il Libro degli Spiriti, Il Libro dei Medium, Il Vangelo secondo gli Spiriti, Il Cielo e l’Inferno, La Genesi), tuttora considerati testi chiave della letteratura spiritica.

Kardec osservò una serie di fenomeni, formulando le prime teorie che introducono il concetto di “spirito” come presenza incorporea. Riteneva possibile interagire con l’anima di un defunto, diventato spirito nell’aldilà. Questo poteva avvenire solo grazie all’intervento di un medium, ossia una persona dotata di particolari facoltà che gli permettevano di comunicare ed essere un tramite tra le anime dei defunti e i viventi. La comunicazione avveniva in una seduta spiritica.

In seguito influenti personalità, proseguirono il lavoro di Kardec. Lo scrittore inglese Sir Arthur Conan Doyle fu uno dei suoi più appassionati seguaci. Tra la metà del ‘800 e per buona parte del ‘900, lo Spiritismo fece milioni di proseliti nel mondo, tanto da diventare un ostacolo alla fede della comunità cristiana. Per lungo tempo la chiesa lo ha visto come un “rivale incallito”.

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a sinistra, Allan Kardec, padre del movimento Spiritista – a destra, un’immagine di una Seduta Spiritica.

 

Kate e Maggie Fox

Non sappiamo la verità sulle sorelle Fox. Le prime Medium della storia oppure quella che a detta di qualcuno, altro non è che una frode. Molti pensano seriamente che le due donne erano in possesso di facoltà medianiche. In grado di comunicare con le anime dei defunti.

La Storia racconta questo.
Kate e Margaret Fox, erano due bimbe, rispettivamente di 11 e 14 anni, quando nel 1848, ad Hydeville, Stati Uniti, cominciarono ad udire strani rumori provenienti nella casa dove vivevano. Prima delle bambine, fu la madre a sentire questi strani rumori simili a rintocchi sul legno. Incapace di capirne la fonte, si recò nella stanza delle figlie che dormivano assieme alla sorella maggiore Leah. La casa oltretutto aveva una fama sinistra.

Durante la notte del 31 Marzo, Kate avrebbe iniziato a dialogare con uno spirito. Ad ogni domanda lo spirito rispondeva con un colpo simile a quelli uditi. Le bambine dettero anche un nome alla misteriosa presenza, quello di “Mr. Splitfoot” (Signor Piede-Biforcuto). Il dialogo prosegui’ nei giorni successivi, tanto che anche conoscenti e vicini furono testimoni dell’evento. Secondo le bambine, lo spirito apparteneva ad un certo Charles B. Rosma, un ex venditore ambulante, barbaramente ucciso all’interno della casa e poi sepolto in cantina. Sulla base di quelle parole, furono fatti degli scavi e fu rinvenuto uno scheletro.

A questo punto la fama delle bambine dilagò.
Furono mandate a Rochester da Amy e Isaac Post, una coppia di Shakers (ramo appartenente alla congregazione religiosa dei Quaccheri, puritani, fedeli al movimento cristiano Calvinista), in rapporti di amicizia con la famiglia Fox. La coppia si convinse del fenomeno al punto da diffondere la notizia nella loro congregazione. La comunità Shakers si convinse delle facoltà delle bimbe. Nacque cosi’ il primo nucleo di quella che fu successivamente riconosciuta come “Chiesa Spiritista”.

Le sorelle iniziarono a tenere sedute pubbliche alla presenza di personaggi di spicco (lo scrittore James Fenimore Cooper, il politico George Bancroft). Il Movimento Spiritista prese sempre più piede, diventando in poco tempo un fenomeno di massa. Kate e Margaret divennero sensitive di fama mondiale. Tenevano costantemente sedute spiritiche, anche di fronte a un pubblico scettico il quale non riusci’ a dare spiegazione ai famosi “colpi”.

L’editore e politico Horace Greeley, convinto sostenitore delle ragazze, ne era talmente entusiasta tanto da diventarne diretto protettore, introducendole negli ambienti altolocati. Sempre più persone pagavano lautamente le due ragazze in cambio di una seduta spiritica dove venivano messi in contatto con qualche familiare caro.

Le Sorelle Fox
una foto d’epoca che ritrae le tre Sorelle Fox. Kate, la più piccola, al centro; Margareth sulla sinistra; Leah, la maggiore, a destra.

 

Crisi di Coscienza e successiva confessione

Il fenomeno acquistò proporzioni immani.
Le ragazze ormai appartenevano alle classi sociali elevate. Si maritarono con personaggi influenti, riuscendo a raggiungere il benessere economico. Ma non riuscirono a tenere sotto controllo il fenomeno. Successo e fama le destabilizzarono. Entrarono in una profonda crisi depressiva ed ebbero gravi problemi di alcolismo.

In piena crisi di coscienza, rabbiose contro la sorella maggiore Leah, decisero di togliersi il peso di dosso, rivelando al mondo quella che a loro dire fu una delle più grandi truffe di sempre.

Rilasciarono un intervista ad un famoso cronista dell’epoca. Margaret fece un’apparizione pubblica alla New York Academy of Music il 21 Ottobre 1888. Alla presenza in sala della sorella Kate, davanti ad una platea gremita, rivelò come riuscivano a produrre ad arte dei colpetti che potevano essere uditi in tutto il teatro. Era infatti in grado di far schioccare le articolazioni delle dita dei piedi, emettendo un suono molto acuto simile ad un colpo dato al muro. Medici presenti, salirono sul palco per sincerarsi della veridicità di quanto affermato.

Le due bambine per prendersi gioco della madre, producevano inizialmente dei colpi alle pareti con una mela legata ad uno spago. In tenera età, poi impararono facilmente a far scricchiolare le ossa dei piedi in modo da produrre un forte rintocco senza muovere le mani. Questo perchè da bambini le ossa e i muscoli delle gambe sono talmente teneri, che con un pò di allenamento, è possibile imparare ad incastrarle in modo da produrre un suono curioso, simile ad un colpo di nocche. Un gioco che in età adulta non è più possibile a causa della rigidità acquisita.

La sorella maggiore Leah resasi conto dell’incredulità provocata dallo scherzo, incitò le bambine a continuare. Quando poi, paradossalmente, alla loro bugia del cadavere in cantina, fu effettivamente rinvenuto uno scheletro, il gioco fu fatto. Leah capi’ presto che avevano trovato un modo ingegnoso per fare lauti guadagni.
Margaret rivelò a tutti quella che altro non era che una frode.

Conseguenze dello Spirititsmo

Ma il fenomeno era ormai in atto. Lo Spiritismo aveva milioni di proseliti in tutto il mondo. Molti persone anzi, ritenevano in realtà le sorelle potenti Medium e la storia della truffa era solo un tentativo di portare infamia verso la sorella maggiore. Il fenomeno non si arrestò, arrivando al punto di li’ a poco che, centinia di persone si spacciavano per sensitivi, ricavando ottimi profitti. Tuttora, molti sedicenti personaggi, si professano maghi e sensitivi chiedendo di essere contattati dietro lauta parcella.

Il Movimento Spiritista è un ancora un movimento con un largo seguito. Esistono associazioni che diffondono nel mondo il vangelo della Chiesa Spiritista. In Nord America tra le affiliate c’è la National Spiritualist Association of Churches, nel Regno Unito è presente la Spiritualists’ National Union.

Circa un anno dopo i fatti raccontati, Kate e Margaret Fox fecero una brutta fine. Questo fu probabilmente il lato più assurdo dell’intera vicenda. Lo Spiritismo era una pratica diffusa in tutto il mondo, ma all’interno della loro cerchia di conoscenze, le due sorelle persero di credito. Tacciate di imbroglio e cialtronaggine, furono messe al bando da tutti. Finirono in povertà e evitate dagli amici di un tempo. Morirono tristemente e vennero seppellite in tombe destinate agli indigenti.

Sogni Lucidi

Quella dei “Sogni Lucidi” è un’esperienza, che un essere umano è in grado di fare mentre dorme. Nella pratica, un individuo che dorme, se sta sognando, può “prendere coscienza del fatto che sta sognando”.  Obbiettivo principale, il controllo del sogno.
Tecnicamente, il fenomeno in questione è chiamato “Onironautica“; colui che naviga nel sogno è detto “Onironauta“.

Il termine è stato ideato dallo scrittore e psichiatra olandese Frederik Van Eeden. Quello che maggiormente interessa è, soprattutto, capire se esiste la possibilità di modificare un sogno e indirizzarlo secondo la propria volontà. Questo significa, scegliere cosa sognare.

I Sogni Lucidi sono oggetto di studio di svariate aree scientifiche; sconfinano nell’occulto, nella new age, nella filosofia, in generale nella creatività. L’università di Stanford dispone attualmente di un centro che si occupa del fenomeno, il “Lucidity Institute”. Il suo fondatore, il dottor Stephen LaBerge, descrive l’esperienza come “sognare sapendo di stare sognando”. LaBerge ritiene che il fenomeno possa essere applicato alla psicologia, allo sviluppo delle idee, nel rafforzare l’autostima, nella capacità di affrontare paure e inibizioni, nel raggiungere l’armonia interiore.

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I sogni, da sempre gli uomini tentano di interpretarli. I Sogni Lucidi, sono forse un tentativo per controllarli.

Prendere controllo del Sogno

Requisito essenziale è saper riconoscere il momento in cui si sta sognando. Secondo la teoria, operazione possibile solo dopo un intenso allenamento. Esistono varie tecniche; una delle più accreditate consiste nel tenere a mente i propri sogni al risveglio. Questa è di per se, impresa ardua. Il ricordo del sogno tende infatti a svanire rapidamente. In genere vengono ricordati solo i sogni fatti poco prima di svegliarsi. Tenere un diario, permette di potenziare l’abilità del ricordo.

Il secondo passo è capire come distinguere il sogno dalla realtà. Nella fase onirica si verificano situazioni non concrete. Per riconoscerle, è necessario affidarsi alla percezione umana. Le percezioni che un individuo ha nella vita reale, sono legate alla vita reale stessa. Sono lineari, frutto di fenomeni cognitivi. Sviluppate interagendo con ciò che ci circonda. Nei sogni, le percezioni vengono stravolte. La presa di coscienza perde la propria prerogativa a vantaggio di una situazione che la percezione umana distingue come surreale. Sostanzialmente, ciò che una persona deve essere in grado di identificare, è qualcosa che ha a che fare, con la bizzarria.

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a sinistra – tenere un diario dove annotare i nostri sogni al risveglio, può essere un buon modo per allenarsi a tenerli a mente — a destra – “Il Viaggio Surreale” di Roberto Pelucco – nei sogni la percezione umana è stravolta. Ciò con cui abbiamo a che fare non è la Realtà; è la Surrealtà.

Questa è ritenuta una delle fasi più complicate. Molti individui, durante la fase di veglia, spesso non riescono a rendersi conto neppure del cosiddetto “sogno ad occhi aperti” (ad esempio quando, alla guida della propria auto, incosciamente arriviamo alla destinazione voluta). In secondo luogo perchè, sembra molto complicato riuscire a distinguere l’esperienza del sogno lucido da quella del “viaggio astrale” (argomento quest’ultimo, cui “LeggendeUrbane” darà ampio spazio in seguito). Durante il viaggio astrale una persona è in grado di percepire l’ambiente reale; nel sogno lucido ciò che ci circonda è ciò che è chiamato surreale (sublime testimonianza sono alcuni capolavori del maestro Salvator Dali’).

Tipiche situazioni bizzarre, da riconoscere durante la fase onirica sono: la mancanza pressoché totale di forza di gravità, il salto nel vuoto, rimanere sospesi per aria, non riuscire a leggere una frase o le lancette di un orologio, non mettere a fuoco oggetti, non riuscire ad urlare, non riuscire a vedere riflesso il proprio viso.

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a sinistra – una proiezione astrale, un’esperienza extracorporea, durante la quale l’anima lascia il corpo fisico e si muove in un piano astrale — a destra – il nostro viso nei sogni spesso non lo vediamo mai veramente.

Tecniche per interagire nel Sogno

Esistono varie tecniche per sperimentare un sogno lucido: dalla tecnica “RCT“, metodo del controllo sulla realtà (dove si richiede all’individuo di focalizzare insistentemente l’attenzione su situazioni che cambiano di continuo, ad esempio un orologio, il tabellone degli orari del treno, per essere cosi’ in grado durante il sogno, di prestare attenzione su ciò che cambia all’improvviso), alla tecnica “CAT“, tecnica di adeguamento del ciclo, dove si chiede di cambiare il proprio ciclo di sonno al fine di aumentare le probabilità di veglia nel momento vicino al risveglio. Esistono inoltre tecniche di induzione mnemonica (MILD), induzione per risveglio (WBTB), tecniche di induzione mediante stimoli esterni (somministrando continuamente al paziente che dorme, un audio dove viene ripetuta la frase “io sto sognando”).
Anche la Tv ha trattato questi temi nel famoso Horror di Wes Craven, “Nighmare” e nel thriller fantascientifico di Chirs Nolan, “Inception”.

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Locandina di “Nightmare – Dal profondo della notte” – Il famoso film horror di Wes Craven, datato 1984 e basato sul personaggio immaginario del signore dei sogni, Freddy Kruger, tratta proprio il tema dei Sogni Lucidi.

Considerazioni

Molti ritengono i sogni, un messaggio esoterico. In passato i sogni erano considerati messaggi degli dei, previsioni del futuro. All’inizio del XIX° secolo, con l’avvento della psicologia, i sogni iniziarono ad essere studiati. L’Universo Onirico divenne argomento di studio. Il grande Sigmund Freud fu il primo a diffondere l’idea che i sogni non possono essere interpretati se non con un diverso approccio. Secondo Freud i sogni nascondono complessi meccanismi psicologici, parte integrante dell’inconscio. Prendevano piede teorie secondo le quali i sogni portassero messaggi nascosti e concettualmente, il modificarli, significava modificare la realtà. Teorie in parte fantascientifiche probabilmente.

Negli anni ’70, gli scienziati Allan Hobson e Robert McCarley svilupparono una teoria secondo la quale i sogni lucidi hanno origine nell’attività tronco encefalica. Sono quindi un tentativo di dare ordine alla enorme mole di informazioni ricevute durante il giorno. Gli anni novanta, portano le neuroscienze a considerare i sogni lucidi una sorta di “cognizione spontanea”.

Le moderne tecniche di neuropsichiatria definiscono in modo ancora più chiaro come i sogni lucidi non siano misteriosi messaggi provenienti dall’inconscio, ma una forma di processo cognitivo nel quale si consolida la memoria e simulano gli eventi che la mente umana vorrebbe si realizzassero in futuro. In pratica è il cervello che produce un processo in base alle proprie emozioni.

Certamente sarebbe affascinante pensare ai sogni come a messaggi legati al proprio destino. La NeuroScienza, trattando i Sogni Lucidi, è riuscita a dare credito ad un fenomeno che per qualche tempo si credeva impensabile. E questo per la scienza è un grande traguardo.

Lo strano caso di Elisa Lam

Elisa Lam è il nome di una ragazza coinvolta in un caso di cronaca nera. Una vicenda controversa soprattutto dovuta all’aurea di mistero che si porta dietro da anni. Ha addirittura inspirato registi e sceneggiatori di Hollywood che ne hanno tratto una puntata per la serie tv “American Horror Story”. Molti elementi rimangono ancora inspiegabili e per quanto ne sappiamo le autorità continuano a brancolare nel buio. In sostanza, non è dato sapere cosa sia successo.

Cronologia degli eventi

Elisa Lam, è stata una giovane studentessa canadese dell’Università della Columbia. Figlia di immigrati cinesi, nel Gennaio del 2013, intraprese un viaggio turistico, nella California del Sud.

A Los Angeles, decise di pernottare al Cecil Hotel (attualmente chiamato “Stay of Main Motel”), economico albergo del quartiere di Skid Row (quartiere di Los Angeles famoso per essere tra i più degradati della città).

Dopo i primi tempi nei quali alloggiò in una camera condivisa, mostrò un comportamento stravagante, tanto da obbligare i gestori del hotel a darle una stanza singola. Pochi giorni dopo, Elisa scomparve. Nè alla reception, nè la famiglia, avevano avuto più notizie. Dopo qualche settimana, le pessime condizioni dell’acqua potabile, costrinsero un inserviente a recarsi sul tetto per un controllo alla cisterna. Qua avvenne la macabra scoperta. Santiago Lopez (questo il nome dell’inserviente) rinvenne immerso nella vasca il cadavere di Elisa Lam. Il corpo giaceva nel serbatoio, profondo molti metri.

Inizio delle indagini

Fu immediatamente allertata la polizia locale.
Molti elementi apparvero fin da subito strani. La polizia non riusciva a spiegare la dinamica degli eventi. Non era chiaro se si trattava di un omicidio o di un suicidio. Causa principale del decesso, l’annegamento nel serbatoio, ma il corpo non presentava segni di violenza. Non c’erano segni della presenza di altre persone. L’accesso al tetto era possibile solo attraverso tre scale anti-incendio; l’unica porta era chiusa a chiave e l’accesso vietato agli ospiti.

Venne rilasciata una dichiarazione ufficiale dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Elisa sarebbe stata avvistata l’ultima volta il 31 Gennaio 2013, cinque giorni dopo essere arrivata in città. Vennero visionate le telecamere di video sorveglianza a circuito chiuso. Fu cosi’ che saltò fuori quello che è considerato l’elemento più anomalo.

Il Video

Tra i  video visionati, uno in particolare era contradditorio. Le immagini mostrate lasciavano basite le forze dell’ordine.

Nel video vediamo Elisa entrare nell’ascensore, premere diversi tasti e successivamente, interagire con qualcosa di invisibile. Le porte non si chiudono, Elisa entra ed esce, come indecisa. Si guarda intorno, gira la testa da una parte all’altra in modo frenetico, controlla continuamente come in preda al panico. Successivamente muove le mani come alla ricerca di una presenza invisibile. Nel video, oltre a Elisa non ci sono altre persone. Quello che si vede sembra il comportamento di una persona spaventata.

Il decesso è stato registrato come “annegamento accidentale”; in realtà la polizia non ha rilasciato dichiarazioni sulle circostanze della morte della Lam che rimangono sconosciute.

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a sinistra un’immagine di Elisa Lam e dei serbatoi di acqua dove è stato ritrovato il corpo – a destra uno schema di accesso alle cisterne

Ipotesi sulla morte

Tra le ipotesi degli inquirenti, il bizzarro comportamento è probabilmente dovuto ad uso di droghe o alcolici. Oppure la Lam era sotto l’effetto di allucinogeni. Ma l’autopsia ha escluso questa possibilità. Nel rapporto tossicologico non sono state trovate traccie di alcol o droghe. Il Coroner del Dipartimento dell’ LA County, ha ribadito che la causa della morte è stata accidentale, causata da annegamento. Ma l’accidentalità dell’evento è un’ipotesi che non collima. La cisterna non era facilmente accessibile, risulta difficile passare dalle scale antiincendio senza essere notati, il coperchio del serbatoio per essere aperto, necessitava di notevole forza. Come spiegato, si è ipotizzato ad un omicidio ma senza segni di violenza sul corpo anche questa ipotesi non regge. E comunque il famoso video, mette tutto in discussione.

Commenti

Quando il video ha iniziato a circolare sul web, in poco tempo è diventato virale. Social e forum avallano svariate teorie. Si va dalle ipotesi più plausibili (droghe, allucinazioni, esaurimento nervoso) a teorie che chimano in causa il sovrannaturale (possessione mentale, demoni, attività paranormali). Secondo alcuni, Elisa Lam potrebbe essere stata malata di tubercolosi dal momento che nei giorni coincidenti alla sua morte c’è stata un’epidemia che ha colpito migliaia di persone nella zona vicino al Cecil Hotel. Anche in questo caso comunque l’autopsia non ha rilevato tracce di bacilli nei polmoni.

Tra le ipotesi verosimili, si suppone che la ragazza fosse vittima di una grave forma di depressione. Dal suo blog personale ne emerge il quadro di una giovane brillante, femminista convinta, amante dell’arte e dell’architettura moderna; allo stesso tempo, dalla personalità labile, in crisi, con numerosi riferimenti al mal di vivere. Oltretutto sembra che la Lam soffrisse di disturbo bipolare, fattore che secondo i medici legali, ha contribuito alla morte. La sorella ha confessato al detective Wallace Tennelle, che Elisa era solita prendere farmaci per curare i suoi disturbi tra cui il Wellbutrin (un antidepressivo), il Lamotrigdine (un anticonvulsivante), il Quetiapine (un antiepilettico e uno stabilizzatore dell’umore). I medici legali hanno cercato tracce di farmaci, ma comuqne sia non è da ricondurre a questi la causa della morte.

Rimane il video e il suo comportamento insolito. Probabilmente, chiave di lettura dell’intera vicenda. Elisa entra in un primo momento nell’ascensore; poco dopo sembra disturbata da qualcosa. Per qualche ragione, la porta dell’ascensore non si chiude. La ragazza, forse in preda al panico, inizia a guardarsi attorno, esce, rientra, guarda a destra e sinistra, preme la pulsantiera quasi senza senso. Al minuto 01:57, muove le mani, a cercare una presenza nell’aria. Poi si allontana. Finalmente la porta si chiude e riprende a funzionare. Da quel momento, Elisa non si vedrà più. Qualcuno afferma di intravedere quello che sembra essere il piede di un’altra persona, forse l’assassino (inverosimile, sembra solo il piede di Elisa). Qualcuno pensa alla presenza di una persona armata che sappia dove è posizionata la telecamera. Forse l’ascensore è tenuto fermo al piano da qualcuno. Non si spiega perchè la Lam comincia a muovere le mani in quel modo.

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Facciata del Cecil Hotel; sulla destra si intravedeno le scale anti incendio per raggiungere il tetto.

La terribile storia del Cecil Hotel

Infine, raccontiamo quella che è l’agghiacciante storia del Cecil Hotel. Considerato da sempre tra i più squallidi alberghi di Los Angeles, si trascina appresso la “fama” di essere stato nel corso degli anni, l’impressionante teatro di una serie di omicidi che ha visto coinvolti alcuni dei più spietati serial killer degli Stati Uniti d’America. Nelle sue stanze, Richard Ramirez, soprannominato “The Night Stalker”, tra il 1984 e il 1985 ha ucciso più di 14 persone. Qualche anno dopo, nel 1991, per cinque settimane vi è stato residente il pericoloso austriaco Jack Unterweger che uccise tre prostitute nella sua camera. Ancora prima, la residenza è stato funestata da altri fatti di cronaca nera avvenuti al suo interno. Fra il 1950 e il 1960 vi sono stati diversi suicidi e nel 1964 è stata trovata morta nella sua stanza una donna anziana di nome Goldie Osgood, probabilmente uccisa da qualche ladro che la strangolò, la accoltellò e la violentò prima di derubarla. “LeggendeUrbane” si occuperà in futuro delle macabre storie che girano sul Cecil Hotel. Allo stato attuale si può solo menzionare quella che sembra essere una maledizione che grava sul posto.
Per la cronaca il caso di Elisa Lam è tuttora un caso irrisolto.

Di seguito il famoso Video dell’Ascensore (video tratto da “Il Fuoco di Prometeo”)

Triora – La Salem d’Italia

Triora è un piccolo comune di montagna, nella provincia di Imperia. Immersa nella Valle Argentina, è attualmente presente nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”. All’interno di un’area geografica di grande bellezza naturale, allo stesso tempo è ricca di svariati monumenti di interesse artistico. Tra questi spiccano le rovine dell’antico castello o la Collegiata dell’Assunta, probabilmente tra gli edifici di maggior rilievo. Al giorno d’oggi Triora, è una ridente cittadina ligure. In realtà ha avuto un passato burrascoso. Triora, è ancora ricordata come la “Salem d’Italia“.

Salem è una città americana, nello stato del Massachusset. Nel 1687, divenne famosa, per essere stata teatro della più feroce caccia alle streghe della storia. Un processo che portò all’accusa di stregoneria più di venti donne. Anche il cinema l’ha resa celebre con trasposizioni quali “Hocus Pocus”, “La seduzione del Male” o “Le streghe di Salem”. Prima ancora di Salem, a cavallo del ‘500, nel piccolo borgo di Triora si scatenò un’impietosa caccia alle streghe.

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Immagini dello splendido borgo di Triora, immerso nella natura e nel verde della Valle Argentina

Storia di Triora

Nel 1587, Triora era un importante borgo fortificato. Meta significativa di traffici commerciali, grazie alla sua vicinanza alla Francia. Era una podesteria della Repubblica di Genova. Per il ruolo che rivestiva, era di reparto una guarnigione di soldati della Repubblica.

La città cadde vittima di una grave carestia, dovuta probabilmente ad una cattiva gestione economica da parte dei ricchi e potenti proprietari terrieri. Fu cercato un capro espiatorio. Si sconfinò nell’esoterico. Gli abitanti di Triora iniziarono ad incolpare un nutrito gruppo di donne che la maldicenza popolare riteneva streghe, sospettate di lanciare malefici sul piccolo borgo.

Il governo locale decise di intervenire stanziando una cifra ragguardevole per l’epoca (500 scudi) e imbasti’ una campagna inquisitoria che terminò con un processo. Intervenne l’autorità ecclesiastica e il vicario dell’Inquisizione di Genova e di Albenga. Il processo portò alla tortura e alla definitiva condanna a morte, di almeno 4 donne ritenute colpevoli di stregoneria e di rapporti sessuali col maligno. Venne fatta irruzione in un casolare abbandonato, dove si riteneva avessero luogo i sabba.

5 donne morirono di stenti, una decina vennero scarcerate in un processo successivo. Molte di esse appartenevano a famiglie benestanti. Di molte altre donne, è ignoto il destino. Buona parte di esse furono ritenute causa principale delle continue pestilenze, dell’uccisione di bestiame e addirittura di infanticidio e cannibalismo.

Il caso più noto è quello di Franchetta Borelli, appartenente ad una delle famiglie nobili di Triora. Le cronache del tempo la ricordano come una giovane, bella, ricca di famiglia, e avvezza alla prostituzione. Le vennero mosse accuse feroci di stregoneria e fu arrestata dalle autorità. Venne torturata fin tanto che non confessò le accuse. Solo grazie all’intervento del fratello Quilico Borelli e alla lauta cauzione di mille scudi, le furono concessi gli arresti domiciliari. In precedenza fu inviato dalla repubblica a Genova per indagini, il commissario speciale Giulio Scribani, già Pretore a San Romolo. Scribani non credeva all’innocenza della donna, dando credito alle accuse. Quando Franchetta tentò la fuga, il governo, per ritorsione, stava per incarcerare il fratello, ritenuto complice. Questo la fece desistere e tornare sui suoi passi. Tornò a Triora e affrontò un nuovo processo. Da quel momento cominciò per Franchetta un supplizio, per mano del pretore Scribani, con ore e ore di interrogatorio e nuove torture. Agli annali è rimasta famosa una sua frase “Io stringo i denti e poi diranno che rido”.

Quasi tutta la documentazione dei processi e i verbali degli interrogatori, sono ancora intatti e attualmente conservati presso l’Archivio di Stato di Genova. Le condanne, portarono alla morte sul rogo, diverse fanciulle. Mancano i documenti su quale sia stato l’epilogo del processo di Franchetta. Ricerche successive, hanno portato a ritenere che la sua nobiltà l’abbia in parte salvata. Sappiamo infatti che mori’ diversi anni dopo la data del processo, nel Gennaio del 1595. E’ stata successivamente sepolta in terra consacrata nella chiesa dei SS. Pietro e Marziano.

Triora oggi

Sono passati 500 anni. Ancora oggi il paese è noto per le sue streghe. Il primo processo in Italia. Ha innescato una reazione a catena, che ha avuto ripercussioni in altri borghi italiani.

Un reportage su Triora ha messo in luce le meraviglie di questo piccolo paese. I suoi vicoli, le sue strade. Ha toccato con mano i luoghi resi celebri da questi tristi ricordi.
Partendo da quelli che sono stati considerati i luoghi di ritrovo principali delle streghe. La “Cabotina” una zona povera, d’aspetto lugubre, dove sembra si svolgessero i convegni notturni delle streghe, dove probabilmente davano vita ai sabba infernali, concedendosi al maligno. Probabilmente il luogo più famoso di Triora. E’ altamente probabile che in antichità fosse semplicemente un luogo dove si svolgeva la prostituzione.

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A sinistra la piazza con il monumento a ricordo delle streghe – a destra una targa che indica La Cabotina, quello che è considerato il luogo di ricordo
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scorci di Triora

Fuori dalle mura, il “Lagodégnu” dove è sito un piccolo lago formato dalla cascata del rio Grugnarolo, che s’immette nel torrente Argentina. Altro ritrovo antico delle “bagiue” (cosi’ si definiscono in dialetto ligure le streghe), il “Ciàn der préve” zona erbosa nei pressi del ponte medievale di Mauta, “la fontana di Campomavùe” considerata il loro lavatoio, “il Noce” un albero dalle antiche proprietà terapeutiche.

Voci e presunte leggende degli abitanti di Triora, dicono che le streghe in realtà non sono mai morte. Ancora oggi i loro spiriti regnano sovrani; dicono che Triora sia ancora pregna di queste voci, di questi lamenti e chi vi si reca cerca di annusare l’aria per capire se si percepisce qualcosa. Tante suggestioni; Triora allo stato attuale attira solo turisti.

Ma se vogliamo trovare qualcosa di leggendario, un mistero dal significato esoterico, sappiamo che Triora, deriva dal latino “Tria Ora”, tre bocche, come quelle di Cerbero, il dantesco guardiano infernale.

Il Reiki

Il Reiki è una pratica spirituale di origine giapponese.
E’ una tecnica di cura, per il trattamento di disturbi fisici ed emotivi. Il praticante è in grado di raggiungere uno stato di equilibrio psicofisico e guarire da problematiche che coinvolgono tutti quei meccanismi associati alla sfera mentale.

Il concetto cardine, è quello di Energia Vitale di cui l’Universo è intriso. Una persona iniziata alla pratica, apprende come acquisirla e farla fluire in se. In questo modo ne trae i benefici. Successivamente può rilasciarla su chi ne ha bisogno. Il Maestro Reiki è una figura, che ha deciso di mettersi al servizio della collettività, in grado di donare energia. Chi la riceve, ha a sua volta la possibilità di raggiungere il livello di benessere fisico e psicologico.

Fondamentalmente, è una forma terapeutica. Parte integrante di un’insieme di pratiche, definito Medicina alternativa.

La comunità scientifica non riconosce il Reiki. E’ considerato non ortodosso e privo di efficacia. Al pari di tutte quelle forme di terapia alternativa, la medicina convezionale lo classifica come un metodo di cura, che può pericolosamente influenzare un individuo, mettendolo nella condizione di abbandonare rimedi testati, privilegiando cure alternative prive di alcuna prova scientifica.

Cenni storici

Il concetto di Reiki nasce intorno al 1920. Fondatore della disciplina fu il giapponese Mikao Usui. Sviluppò la tecnica, dopo un periodo di meditazione ed eremitaggio sul Monte Kurama. Nel 1922 Usui si recò a Tokyo, dove fondò il primo Reiki Ryoho Gakkai, un gruppo di un centinaio di persone che si incontravano periodicamente per mettere in pratica il Reiki.

Alla morte di Usui nel 1926, un suo allievo Chujiro Hayashi, formò una propria associazione e amplificò il concetto di Reiki come metodo di cura e terapia fisica. Successivamente un altro discepolo di Usui, Hawayo Takata viaggiò per il mondo e portò la pratica del Reiki in Occidente.

L’etimologia della parola Reiki, è data dall’abbinamento delle due sillabe “Rei” (spirituale) e “ki” (energia).

Chiunque può praticarlo. Deve essere iniziato alla tecnica da un maestro di livello esperto (livello Shinpiden); seguono vari livelli di apprendimento e un allievo partendo dal primo può riuscire a salire e raggiungere livelli più alti.

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a sinistra l’ideogramma Reiki, secondo i principi dello Shodo, l’Arte della Calligrafia Giapponese – a destra, Mikao Usui, il fondatore della disciplina.

Principio del Reiki

Il presupposto alla base della disciplina, è quello che vede la malattia, in ogni sua forma, come manifestazione sul piano fisico, di uno squilibrio energetico. Un trauma, l’alimentazione, l’ambiente circostante, il clima, ogni cosa può dare origine ad un blocco energetico; il risultato di tale blocco è la malattia.

Il Reiki è considerato un mezzo, che permette ad un individuo di liberarsi dai blocchi energetici, ristabilire un flusso corretto, ripristinare l’armonia tra il corpo e la mente.

Concettualmente esistono due livelli di energia, entrambi partoriti dai due possibili livelli di emozioni insiti nell’uomo: emozioni positive e emozioni negative.

Emozioni positive quali felicità, amore, tranquillità, rispetto, appagamento, pace, producono tutte una quantità di energia pura. Di contro, abbiamo emozioni negative come rabbia, avidità, ira, cattiveria, stati d’animo altrettanto potenti, che producono energia impura. Le emozioni negative sono molto forti; entrate in contatto con un individuo, lo infettano, creando uno squilibrio energetico. Diventa necessario pertanto ristabilire l’equilibrio, immettendo altra energia. Il fine è quello di raggiungere ciò che è chiamata “guarigione spirituale“.

Scontro tra Reiki e Comunità Scientifica

Come detto il Reiki, non è accettato dalla moderna Medicina. Da quando la teoria si è diffusa, è nato lo scontro tra fautori e contrari.

I detrattori sottolineano con forza l’inefficacia del metodo e la mancanza di prove a sostegno della tesi. Quando è stato effettivamente riscontrato un effetto benefico, è stato semplicemente associato al più conosciuto “effetto placebo“.

In un articolo pubblicato nell’Aprile del 2008, sull’ “International Journal of Clinical Practice”, dal titolo”Effects of reiki in clinical practice: a systematic review of randomised clinical trials” (Effetti del Reiki nella pratica clinica: una revisione sistematica di studi clinici casuali) i dottori Lee, Pittler e Ernst studiarono con occhio critico, una serie di casi che vedevano ansia, depressione e malattie psicosomatiche in primo piano. Solo per alcuni di questi casi, l’applicazione del Reiki sembrò aver portato benefici (il link del documento è – http:// onlinelibrary.wiley.com /doi/10.1111/ j.1742- 1241. 2008. 01729 .x /abstract – il documento si può scaricare, in formato pdf, al costo di circa 15 dollari).

Altri casi di studio del 2015, sotto la supervisione dei dottori Joyce e Herbison, condotti su giovani adolescenti, ai quali vennero diagnosticati depressione e ansia, e riportati in una pubblicazione dal titolo “Reiki for depression and anxiety” (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25835541) non evidenziano nessuna efficacia nella pratica del Reiki. Reiki che rimane cosi’ tuttora ancorato, allo status di Pseudoscienza.

“LeggendeUrbane” in seguito, si occuperà e darà ampio spazio, a quella che è la pratica della “Imposizione delle mani“. Pur suscitando una certa ironia, grazie a stravaganti personaggi che l’hanno ampiamente adottata in talk show di dubbia moralità, è in realtà una pratica molto usata, di un certo rilievo anche per quanto riguarda la Religione Cattolica. L’ “Imposizione delle mani” è la modalità tipica del Reiki di trasmettere l’energia.

Di seguito, dei brevi video, pubblicati on-line, che mostrano effettive sessioni di applicazione della pratica Reiki

Trattamento Reiki di primo livello, effettuato dal Master Graziano Scarascia

Esempio e spiegazione di Autotrattamento Reiki di primo livello, sempre ad opera del Maestro Reiki Graziano Scarascia

Il Reiki non sembra avere significative controindicazioni. Nel video seguente comunque ne parla in modo più approfondito Marco Cattaneo, Master Reiki Usui Shiki Ryoho di Reiki Way, che conduce l’ascoltatore alla comprensione dei fenomeni più comuni.

Il Ferro di Cavallo

Un Ferro di Cavallo è un oggetto in ferro battuto o in laminato, dalla forma a “U” curva. Viene inchiodato sotto lo zoccolo di un cavallo e permette all’animale di camminare senza problemi su ogni tipo di terreno. Ne fanno uso pure altre razze equine come asini o muli.  Applicato da un maniscalco mediante un processo di ferratura, si presume sia stato inventato nel medioevo per permettere ai cavalli di limitare con il loro passo, il naturale consumo dello zoccolo. Altre fonti ne riportano l’uso al tempo dei Romani, ma sembra in realtà fosse ben conosciuto anche nell’antico Egitto.

Nella Credenza Popolare, il Ferro di Cavallo è riconosciuto, come uno dei principali e più potenti talismani.

Tradizionalmente, chi era in cerca di fortuna, appendeva il ferro di cavallo alla propria porta d’ingresso.  Era necessario trovarlo per caso e nessuna garanzia è data verso chi lo ruba. Bisognava fissarlo rivolgendo le due estremità verso l’alto, anche se su questo punto esistono voci contrastanti. Molti sostengono che le due estremità debbano essere rivolte verso il basso, pena altrimenti la sfortuna.

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Ferro di Cavallo

Origine del Mito

Molti Miti e Leggende, vedono nel Ferro di Cavallo, un oggetto catalizzatore della buona sorte. Fonti storiche riportano informazioni sul fatto che gli Egizi siano stati il primo popolo a conferirgli un’aurea magica, questo a causa della forma a “U”, in parte simile ad alcune raffigurazioni della dea Iside.  Altre testimonianze, attribuiscono la paternità agli antichi Arabi, principalmente dovuta alla somiglianza con la mezzaluna islamica. La convinzione più radicata comunque, è da ricondurre ai rapporti che potevano nascere in passato tra cavalieri e contadini.

Sovente capitava che qualche cavaliere, in groppa al suo destriero, perdesse un ferro di cavallo, all’epoca oggetto molto comune quanto prezioso. Raccolto dai contadini, permetteva la restituzione in cambio di qualche moneta, oppure la possibilità di rivenderlo, con la garanzia di un facile guadagno.  Ciò ha alimentato la credenza che, trovare un ferro di cavallo porti fortuna. Chi lo trova, può trarre ottimi auspici.  Porta fortuna anche se ricevuto in regalo, provvisto di chiodi, meglio se dispari.

Il Ferro di Cavallo come propiziatore di energia positiva trae origine anche da credenze religiose. Nel Cristianesimo è stato visto come oggetto in grado di scacciare le forze maligne. Il perchè di tale superstizione va ricercato probabilmente nell’antica Leggenda del santo inglese Dustano.  La figura di Saint Dunstan, un fabbro che nel 959 d.C. diventò arcivescovo di Canterbury, che riusci’ con l’inganno ad impedire al diavolo di compiere gesti malvagi, inchiodandogli un ferro di cavallo allo zoccolo. Il diavolo fu liberato solo dopo la promessa di non tornare mai più in quei luoghi. Il ferro di cavallo sulla porta era da ammonimento.

Diverse leggende vedono nel culto del Ferro di Cavallo, un’immagine da riportare alla natura della Donna.  Nella sua forma tonda e accogliente infatti, veniva visto il ventre di una femmina. Questo poteva trarre in inganno il maligno.  In alcune credenze quindi il ferro di cavallo era simbolo di tentazioni sessuali.

Anche in Araldica, il ferro di cavallo è un simbolo tipico di molti stemmi.  Nell’araldica civile della Bielorussia ad esempio, l’immagine ritorna in almeno 4 stemmi.

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a Sinistra, una delle raffigurazioni della dea Iside; a Destra, la Mezzaluna Islamica – due delle possibili fonti da cui è stata attinta l’aurea magica del Ferro di Cavallo
Fig2
due tipici esempi di stemmi dell’araldica civica della Bielorussia. Il ferro di cavallo può simboleggiare fortuna, ma anche la volontà di seguire le gloriose imprese dei propri avi.

Il Ferro di Cavallo nella cultura popolare

Il Ferro di Cavallo è effettivamente riconosciuto come talismano (alla pari del corno, del quadrifoglio, di altri piccoli oggetti che saranno in futuro argomento di questo Blog di Leggende Urbane) tanto da essere ben impresso su alcuni tagliandi del Gratta e Vinci, il famoso gioco d’azzardo di lotteria istantanea.

“LeggendeUrbane” naturalmente è andata ad indagare, ma non ha trovato riscontro con casi reali. Ha raccolto solo voci del popolo. Non ci sono prove; quella del ferro di cavallo è al momento ancora solo una superstizione.  Aneddoti che raccontano di una mamma, che aveva appeso un ferro di cavallo alla parete di casa, con le punte rivolte verso il basso. A quanto racconta, in quel periodo le cose non andavano molto bene alla sua famiglia. Un giorno il ferro si allentò e cadde per terra. Casualmente passò il figlio che lo raccolse, prese un martello e senza pensarci troppo attaccò di nuovo il ferro al muro, stavolta con le punte verso l’alto. Sembra che per la famiglia della donna, le cose cominciarono a prendere un’altra piega; le ristrettezze economiche cessarono grazie ad un buon lavoro trovato di li’ a poco.

Altro caso raccolto da un forum (un forum di appassionati di equitazione) è quello di una giovane che una ventina di anni fa, trovò in una piccola strada di accesso ad una casa, un ferro di cavallo, vicino al cancelletto. Lo raccolse e lo portò con se.  A casa raccontò del ritrovamento al nonno che intui’,  secondo le tradizioni popolari di cui era a conoscenza, qualche strano segno del destino.  Pochi mesi dopo la donna si fidanzò con un giovanotto del paese. Il ragazzo era il figlio dei proprietari della casa dove all’ingresso aveva trovato il ferro di cavallo.  I due sono felicemente sposati da vent’anni.

 

Psicometria

Con il termine Psicometria si fa riferimento a due ambiti di ricerca. Uno legato allo studio della misura.  L’altro identifica un concetto strettamente legato al Paranormale. “LeggendeUrbane” naturalmente è interessata a questo secondo aspetto.

Nella Parapsicologia, la “Psicometria” identifica lo studio di una categoria di fenomeni che descrivono l’abilità di un individuo, di percepire un flusso di energia emanato da un oggetto, senza ricorrere ai cinque sensi.  Il fine è quello di ricostruire fatti concreti avvenuti intorno a quell’oggetto. Nella pratica, è una forma di chiaroveggenza. Tenta di estrapolare informazioni da un manufatto (una foto, un anello, ecc…) per ricavare informazioni sulla persona che lo possedeva. Tecnicamente, mediante una percezione extrasensoriale.

Percepire un flusso di energia al fine di ricostruire eventi avvenuti nel passato. Eventi piacevoli (nascite, matrimoni, giubilo), o tragici (traumi, lutti, delitti).  In questo caso, vuol dire che l’oggetto emana un flusso di energia negativa.
Un individuo dotato di tale privilegio è un sensitivo.

Paranormale e Parapsicologia: basi teoriche

Il termine Paranormale identifica un evento che si manifesta in modo anomalo, che la scienza non riesce a spiegare. In sintesi, si parla di Fenomeno Paranormale quando ciò che avviene, non è spiegabile dalle leggi della Fisica. La comunità scientifica, ad oggi, non riconosce l’esistenza del paranormale. Questo perchè, non è mai stata provata l’effettiva esistenza.
La Parapsicologia è una disciplina che tenta di spiegare con metodi scientifici, un insieme di fenomeni che abbracciano il Paranormale.  Casi di studio sono i poteri della mente, sopravvivenza alla morte, capacità dell’uomo di interagire e influire sul tempo e la materia.  Senza entrare nel dettaglio, la Parapsicologia studia fenomeni quali:

    • Telecinesi (capacità di un individuo di comunicare con la mente);
    • Psicocinesi (influenza e manipolazione del tempo e della materia);
    • Reincarnazione (l’anima che rinasce in un nuovo corpo);
    • Chiaroveggenza (acquisire informazioni senza l’uso dei cinque sensi);
    • ESP (Extra-sensory perception – Percezione Esxtrasensoriale).

La Psicometria è una tipica forma di Chiaroveggenza, volendo estrapolare informazioni da oggetti inanimati (“LeggendeUrbane” in seguito darà ampio spazio a tutto ciò che coinvolge la Parapsicologia e il Paranormale).

Storia della Psicometria

La Psicometria, come disciplina, nasce intorno al 1842. Le basi vennero gettate dall’americano Joseph Rodes Buchanan , clinico, docente universitario e studioso di paranormale. Buchanan formulò una prima teoria, secondo la quale gli oggetti, possono assorbire un flusso di energia da ogni essere vivente. Successivamente sono in grado di rilasciare l’energia mediante “vibrazioni”; se una persona possiede la facoltà di captare queste  vibrazioni, ha la possibilità di ricostruire eventi legati a quell’oggetto.

Nella pratica, Buchanan trovò curiose, le sensazioni provate da un prelato, un certo Padre Leonidas Polk.  Polk affermava di provare in bocca, un gusto pessimo, quando si avvicinava a certi materiali. Toccando con mano certi oggetti, recepiva su di se delle strane sensazioni; principalmente quella di aver ingerito una bevanda dal sapore amaro. Buchanan trovò suggestiva la figura di Polk e la studiò più a fondo (sembra fosse in grado di riconoscere facilmente alcuni materiali anche al buio, ad esempio l’ottone).

Coinvolgendo i suoi studenti di medicina, dette vita ad una serie di esperimenti.  Offri’ loro certi medicinali nascosti nella carta, chiedendo che impressioni provassero di getto. Con grande sorpresa, Buchanan notò che qualcuno avvertiva fastidi proprio nelle parti del corpo che i medicinali curavano.  Approfondi’ le sue ricerche, cercando di studiare le reazioni degli studenti, consegnandogli in mano alcune lettere chiuse. Uno di loro, un certo Charles Inman, sembra possedesse percezioni extrasensoriali molto sviluppate. Pare fosse in grado di descrivere minuziosamente i caratteri di chi aveva scritto quelle lettere.  Questo portò Buchanan a supporre una serie di teorie che raccolse in un trattato del 1885, “Manuale di Psicometria, l’alba di una nuova civiltà” (di cui si può prenderne visione sul sito dell’Internet Archive, una biblioteca digitale no-profit all’indirizzo https://archive.org/details/manualofpsychome00buch).

Fig-1-psicometria
a sinistra una foto di Joseph Rodes Buchanan, precursore della Psicometria – al centro, la prima versione del famoso trattato “Manuale di Psicometria – l’alba di una nuova civiltà” – a destra, un’immagine di Padre Leonidas Polk, colui riconosciuto come il primo esempio di uomo dotato di poteri psicometrici.

Sulla base di tali ricerche, il geologo William Denton prosegui’ il lavoro di Buchanan . Egli affermava di avere nella moglie e nella sorella, soggetti di enorme rilievo per quel che concerne il fenomeno della psicometria. Esse erano in grado di descrivere in dettaglio, la provenienza e le condizioni geologiche di alcune aree geografiche toccando alcuni frammenti di roccia.

Incuriosito dal lavoro di Denton, all’inizio del ‘900, Gustav Pagenstecher, un medico tedesco di Lipsia, dette vita ad una serie di esperimenti di Psicometria, con la collaborazione di una sensitiva di nome Maria Reyes.
La donna riusciva a descrivere situazioni e realtà diverse, toccando semplicemente degli oggetti. Prendendo in mano un coltello, descrisse senza conoscerne la provenienza, l’uso che ne era stato fatto. Un uso delittuoso; sacrifici umani secondo un antico rituale messicano.

Gli studi sono poi proseguiti fino al decennio ’70-’80. Proseguono in parte tuttora, ma ancora nessuno riesce a dare delle basi concrete alla teoria. Nessuno inoltre è riuscito a darne una spiegazione scientifica o ricrearla in laboratorio.  Allo stato attuale quindi la Psicometria è ancora argomento di studio della Parapsicologia.
Una pseudoscienza.

Fig-2-psicometria
a sinistra il geologo William Denton – a destra Gustav Pagenstecher.
Fig-3-psicometria
a destra, una foto di Maria Reyes, ad oggi considerata una delle più grandi medium messicane – a sinistra il coltello di ossidiana su cui dette prova delle sue facoltà psicometriche.

Domande

“LeggendeUrbane” pone la domanda.

Esiste la Psicometria ?

La scienza ha compiuto molti studi, che non hanno portato a niente. Siamo a conoscenza di alcuni casi eclatanti, ma sporadici e non sempre credibili.  Inoltre, se un sensitivo esiste non è dato sapere cosa prova.  Famosi sensitivi intervistati sull’argomento hanno dichiarato che quando percepiscono sensazioni positive, provano benessere. Quando avvertono energia negativa, provano inquietudine.

Solo il sensistivo ha questo privilegio ?

Sembra esistono persone in grado più di altri di attivare canali extrasensoriali, ma lo fanno senza sapere come. Secondo il famoso sensitivo Gustavo Rol ogni persona possiede tali facoltà, pochissimi sono in grado di usarle, nessuno sa come attivarle.

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