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Jack lo Squartatore

Jack lo Squartatore è l’appellativo usato per identificare un Serial Killer che agi’ a Londra tra l’Agosto e il Novembre del 1888. Gli vengono attribuite ufficialmente cinque vittime ma si ipotizza abbia commesso un numero di delitti maggiore di dieci. Agiva nel degradato quartiere di Whitechapel, nell’attuale East-End londinese. Sceglieva le sue vittime tra giovani prostitute, accanendosi successivamente sui corpi. La sua ferocia sconvolse l’opinione pubblica e portò alla ribalta il concetto stesso di “Assassino Seriale”. La polizia dell’epoca non ha mai avuto in mano prove concrete che portassero ad un colpevole tanto che ad oggi la sua identità è sconosciuta.

Vittime

La prima vittima accertata fu la quarantatreene Mary Ann Nichols, ritrovata durante la notte del 31 Agosto 1888 nella zona di Buck’s Row, con la gola recisa e diverse coltellate sul basso ventre. La seconda vittima si chiamava Annie Chapman, il cui corpo fu rinvenuto circa una settimana dopo nel cortile interno a un palazzo. Presentava gravi lesioni e organi interni asportati. La terza vittima fu Elizabeth Stride; rinvenuta da un cocchiere intorno all’una di notte del 30 Settembre, presentava una profonda ferita da arma da taglio alla gola e al momento del ritrovamento perdeva ancora molto sangue. Questo lascia supporre che l’arrivo del cocchiere abbia interrotto l’assassino, che non ne poté pertanto completare il macabro rituale. Probabilmente in preda ad un raptus cercò subito immediato sfogo accanendosi su quella che fu poi riconosciuta come la sua quarta vittima, Catherine Eddowes, rinvenuta la notte stessa del 30 Settembre, vittima di un vero e proprio martirio. La sorte avversa le fece purtroppo incontrare il suo assassino poche ore dopo l’omicidio di Elisabeth Stride al punto che su di essa si scatenò tutta la furia omicida. Aveva il volto irriconoscibile, la gola sgozzata secondo il classico modus operandi e il corpo era stato completamente sventrato; anche in questo caso molti organi interni strappati e portati via. I due omicidi sono tuttora ricordati come il “doppio evento”. L’ultima vittima ufficiale di Jack fu la giovane Mary Jane Kelly, considerata a detta di molti la vittima più sfortunata, sulla quale l’assassino si accani’ con una ferocia mai vista. Scoperta la mattina del 9 Novembre 1888, il suo corpo giaceva nel letto all’interno della camera presa in affitto. Orribilmente mutilata e del tutto irriconoscibile.

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Le foto mortuarie di Mary Ann Nichols (a sinistra) e di Elisabeth Stride (a destra), prima e terza vittima del Serial Killer conosciuto con l’appellativo di Jack lo Squartatore

Negli archivi sono inoltre presenti alcune presunte vittime.
Fra queste ricordiamo la trentanovenne Martha Tabram, ritrovata la mattina del 6 Agosto 1888 in una palazzina dell’odierna Gunthorpe Street, il cui corpo presentava diversi fendenti inflitti al ventre, la quarantenne Alice McKenzie, nella zona di Whitechapel High Street, dove il corpo, dalla gola recisa e l’addome mutilato fu ritrovato dall’agente Joseph Allen durante la ronda notturna del 17 Luglio 1889 e la ventiseienne Frances Cole, ritrovata anni dopo, nel 1891, con la gola squarciata ma senza troppo infierire. Tutte si prostituivano nei vicoli di Whitechapel.

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a sinistra, come si presentava il volto del cadavere di Catherine Eddowes; a destra, il ritrovamento del corpo di Mary Jane Kelly (foto della scena del delitto), quarta e quinta vittima di Jack lo Squartatore.

Le Lettere

Nell’arco di tempo in cui avvennero gli omicidi, una fitta corrispondenza arrivò nelle redazioni dei giornali e sulle scrivanie degli ufficiali di Scotland Yard. La maggior parte erano solo opera di mitomani, altre ritenute dei fake. Tre in particolare sono attribuibili alla mano dell’assassino. Tra gli aspetti che più impressionò l’opionione pubblica, il carattere di aperta sfida alla polizia. Per la prima volta ci si trovava di fronte un maniaco che agiva per il puro piacere di uccidere.

La prima missiva, denominata “Dear Boss” Letter, riporta la data del 25 Settembre; arrivò nella redazione della Central News Agency di Londra il 28 Settembre 1888 da dove fu poi inoltrata a Scotland Yard il giorno successivo. Il messaggio, conteneva errori di ortografia e di grammatica. Se ne riportano di seguito alcuni passaggi:

Caro Direttore,
continuo a sentir dire che la polizia mi ha catturato ma non mi fermeranno proprio ancora. Ho riso assai quando si mostrano così abili e dicono di essere sulla pista giusta
[…]
Mi sono fissato con le puttane e non smetterò di squartarle finché non sarò preso.
L’ultima volta è stato proprio un magnifico lavoro. Non ho dato alla signora il tempo di strillare
[…]
sentirete ancora parlare di me e dei miei divertenti giochetti.
Il mio coltello è così bello e affilato che mi viene voglia di rimettermi al lavoro subito se ne ho la possibilità.
Buona fortuna.
Sinceramente vostro
Jack lo Squartatore
Non mi dispiace darmi un nome d’arte

Da questa missiva, venne estratto il soprannome di Jack lo Squartatore (Jack the Ripper in inglese); fu pertanto l’assassino stesso ad attribuirselo.

La seconda missiva fu imbucata e ricevuta il 1° Ottobre. Era una cartolina denominata “Saucy Jacky” (Jacky il dispettoso) da un ulteriore nomigliolo che si era attribuito il manigoldo.

Non stavo scherzando caro vecchio Direttore
quando vi ho dato la dritta, sentirete parlare del lavoro del dispettoso Jacky
domani doppio evento questa volta numero uno ha strillato un po’ non ho potuto finire per bene. Non ho avuto il tempo di strappare le orecchie
[…]

Il fatto di fare riferimento al doppio omicidio commesso la notte del 30 Settembre quando la notizia ancora non era divulgata, fecero ritenere che quella cartolina fosse stata effettivamente inviata dall’assassino. La Metropolitan Police Service distribuì un fac-simile della prima lettera e della seconda, nella speranza che qualcuno riconoscesse la calligrafia, ma senza esito. Molti giornali pubblicarono i due testi integralmente.

La terza lettera, forse la più nota, fu la più inquietante.
Ricevuta da George Lusk, Commissario della Vigilanza del quartiere di Whitechapel, il 15 Ottobre del 1888, la lettera era accompagnata da una scatola contenente la metà di un rene umano imbevuto nell’alcol. Probabilmente un rene appartenente a Catherine Eddowes, quarta vittima dell’assassino. I medici legali non furono tutti concordi su questo e alcuni lo ritennero un macabro scherzo di alcuni studenti di medicina.

La lettera recava la famosa intestazione “From Hell” (dall’inferno), con il quale tuttora viene menzionata. Dall’ortografia molto più scadente, alcuni dettagli fecero ritenere questo, una deliberata scelta dell’assassino. In particolare destò attenzione la lettera K sulla parola knife (coltello) che essendo muta in lingua inglese, un uomo di scarsa cultura l’avrebbe probabilmente omessa in quanto non udibile. L’errore talmente grossolano, fu ritenuto falso; la figura di Jack fu identificata in quella di uomo di buona cultura che faceva errori ortografici con mera intenzione di sviare le indagini.
Parte del testo è il seguente

Dall’inferno. Mr Lusk
[…]
vi mando metà del rene che ho preso da una donna
[…]
Potrei mandarvi il coltello insanguinato con cui l’ho tolto
[…]
Prendetemi se ci riuscite Signor Lusk

Le lettere e la metà del rene, conservate negli archivi di Scotland Yard sono ad oggi sparite dalla circolazione e non sono state ritrovate, altro elemento questo che ha alimentato l’alone di mistero che circolava intorno alla leggenda di Jack lo Squartatore.
La prima lettera, la “Dear Boss” fu rispedita in forma anonima nel 1988 negli uffici di Scotland Yard. Si ipotizza una sorta di scherzo osceno a commemorazione del centenario dagli eventi, da parte di discendenti degli autori del furto. Le altre due missive sono attualmente sperdute e ne esistono solo fac simile e foto.

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In alto, a sinistra, la “Dear Boss” Letter, prima lettera attribuita all’assassino, ad essere pervenuta negli uffici di Scotland Yard; a destra la cartolina denomina “Sausy Jacky”, il dispettoso Jacky, uno dei tanti nomignoli che il killer si attribuiva. In basso, la “From Hell” Letter, terza e ultima missiva attribuita a Jack; la più inquietante.

Teorie sulla presunta identità dell’assassino

Ci sono tuttora varie teorie sulla presunta identità dell’assassino. Una delle più accreditate riconosce la mano di un uomo dalle profonde conoscenze dell’anatomia umana. Altre ritengono di vedere sui cadaveri conoscenze anatomiche di rilievo ma limitate. Si fece pertanto largo l’idea che il killer potesse essere un medico.

Vennero sospettati uomini di ogni rango e ceto d’appartenenza, dalle classi povere all’alta borghesia. Alcune teorie fantasiose e improbabili, vedono accusare il poeta e drammaturgo Oscar Wilde o lo scrittore Lewis Carrol, altre vedevano accusare figure di spicco dell’aristocrazia, dal Barone Sir William Gull, medico britannico di una certa fama al Duca Alberto Vittorio di Clarence, membro della famiglia reale, secondo nella linea di successione al trono dopo il padre, della cui presunta sessualità e sanità mentale se ne è sempre dubitato (gossip e pettegolezzi lo volevano collegato ad uno scandalo riguardante un bordello per omosessuali).

In generale, la concentrazione degli omicidi durante i fine settimana e il fatto che le zone colpite fossero a pochi isolati di distanza, hanno fatto concludere che Jack lo Squartatore avesse un impiego regolare nel quartiere. Esistono tutt’oggi un centinaio di sospetti; alcuni ritenuti fortemente colpevoli sono stati riportati in un memorandum redatto nel 1894 da Sir Meville Macnaghten una delle più importanti menti investigative del periodo. Di seguito ne elenchiamo alcuni:

– Montague John Druitt, giovane avvocato di buona famiglia, figlio di un influente medico inglese da cui poteva aver appreso le conoscenze di anatomia. Fu ritrovato morto nel Tamigi la sera del 31 Dicembre 1888, forse suicida e la concomitanza tra il suo ritrovamento e la fine dei delitti, ha fatto pesantemente propendere le autorità a ritenerlo coinvolto nel caso;
– Michael Ostrog, un truffatore russo sospettato principalmente per essere stato rilasciato da un manicomio a pochi mesi dall’inizio dei delitti. Indagini successive verificarono che lo stesso al momento dei delitti si trovava in prigionia in Francia;
– John Pizer, il famoso “Grembiule di Cuoio”. Proprietario di una bottega per la lavorazione del cuoio, (da cui il nomignolo attribuito dai giornali) fu arrestato e tenuto in isolamento per un giorno. Fu comunque scagionato in quanto le accuse a suo carico si dimostrarono infondate;
– Seweryn Kłosowski, una specie di barbablù dell’epoca, apprendista chirurgo, dotato di una certa dose di nozioni mediche, incriminato in seguito per l’omicido di diverse mogli avvelenate con l’antimonio. Klosowski, processato e impiccato poi nel 1903 per i suoi crimini, era di indole violenta; soleva picchiare selvaggamente le proprie mogli e per tale motivo fu ritenuto tra i principali sospettati. Non ci sono mai state prove per dimostrare una sua eventuale colpevolezza e il fatto che agisse solitamente uccidendo tramite veleno, trovò detrattori nel riconoscerlo colpevole;

Per i suoi comportamenti psicotici e per il fatto che avesse una bottega a Whitechapel, con numerosi rasoi e coltelli simili a quelli usati dal killer, ci fu un ebreo immigrato nel Regno Unito, un certo Aaron Kosminski.  Kosminski era affetto da turbe mentali, probabilmente una forma di schizofrenia e Macnaghten scrive che il soggetto provava un profondo odio nei confronti delle donne oltre a forti tendenze omicide. Rinchiuso successivamente in manicomio, valutazioni psichiatriche lo descrivono come un uomo senza continue tendenze aggressive ma genericamente “incoerente e a tratti eccitato e violento”. Molti profiler moderni ritengono la figura di Kosminski altamente probabile. Il 7 Settembre 2014, esami effettuati da Jari Louhelainen, professore all’università di Liverpool ed esperto di biologia molecolare, su campioni di DNA rimasti sullo scialle di una delle vittime, comparati con il DNA dei sospettati e con il DNA di alcuni discendenti hanno portato a ritenere Kosminski come il vero colpevole degli assassini. Molti esperti hanno rigettato questo test, affermando che non ci siano prove che lo scialle appartenesse a una delle vittime.

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a sinistra, una foto d’epoca del quartiere londinese di Whitechapel, teatro di tutti i delitti di Jack lo Squartatore; a destra, la mappa di tutti i ritrovamenti.
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Due dei maggiori sospettati dell’epoca. A sinistra, Seweryn Kłosowski, barbablù dell’epoca colpevole di almeno 3 omicidi per avvelenamento e giustiziato nel 1903; a destra un’immagine di Aaron Kosminski, ebreo, affetto da turbe mentali, aggressivo e violento a causa di una eccessiva ipersessualità. Kosminski è ad oggi ritenuto da prove di DNA, il sospettato numero uno.

Profilo Criminale

Concludiamo citando quello che è stato il profilo criminale redatto da Scotland Yard. Thomas Bond, medico forense presente alle autopsie delle vittime, fu incaricato di redigere un profilo dell’uomo. Bond lo descrisse come insano di mente, afflitto da turbe e disturbi mentali. Intepretando lo schema comportamentale dell’omicida, Bond lesse la mente del criminale come quella di un uomo afflitto da problemi di natura sessuale, vittima di un’eccessiva ipersessualità, si infliggeva ripetute forme di autoerotismo, dalla natura violenta ma controllata, tanto da riuscire ad essere sereno in pubblico e insospettabile. Nei momenti di impulso tirava fuori una collera repressa che si tramutava in accanimento contro le vittime. Il profilo di un uomo misogeno, con un odio profondo verso le donne e dalla indole superba. Dall’aspetto imperturbabile, la sua descrizione fisica è associata ad un maschio, fisicamente prestante, apparentemente innocuo, di mezza età e appartenente al ceto medio. Indossava bei vestiti per non destare nell’occhio, forse un mantello per nascondere armi da taglio. La frustazione e la rabbia repressa, dovuti ad episodi del suo passato, ne copletano il profilo.

Un sito interessante da cui la stessa LeggendeUrbane ha estrapolato materiale di documentazione e foto, che si occupa principalmente di tutti gli aspetti legati alla figura di Jack lo Squartatore è https://www.casebook.org/index.html.

Gli Arconti

La figura dell’Arconte è, in generale sconosciuta.
Le informazioni in merito sono poche; alcune peraltro, poco attendibili. Sono diffuse teorie che vedono nell’Arconte una metafora dell’universo, dove i pianeti sono emanazioni di energia, flussi magnetici che influenzano il cosmo; la Terra, primo Arconte ad essere generato, grazie a tali flussi, tiene l’Uomo ancorato a sé, non permettendo alla propria anima di fuggire da un corpo in cui è prigioniera. Altre tesi vedono negli Arconti (definiti presunti “Loro”), la funzione di tenere intrappolato l’essere umano nel Tempo. Lo dominano e ne sono i padroni della mente. A causa loro l’uomo vive nel passato o si proietta nel futuro, non vivendo davvero mai il momento presente.

Nella sua rappresentazione più tipica invece, quella dell’Arconte è una figura cardine di antiche dottrine religiose. Esoterismo e culto, si fondono, mettendo in luce un simbolismo legato a vecchie credenze, fonte di ispirazione di un antico misticismo, nel tempo andato perduto.

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Alcune possibili raffigurazioni degli Arconti girando per il web; Arconti in quest’ottica, visti come esseri demoniaci.

Chi sono gli Arconti

Gli Arconti, sono entità associate allo Gnosticismo.
Nella teogonia e nella cosmogonia gnostica, il loro ruolo è quello di giudice, controllori dell’universo materiale.

Cosa sono la teogonia e la cosmogonia ?
In breve, la teogonia è un racconto a carattere mitologico, dove si narra la nascita e la discedenza delle divinità. Tra i testi più conosciuti, c’è la Teogonia di Esiodo, un poema mitologico, scritto intorno al 700 a.C. dove si narrano la storia e la genealogia degli dei dell’antica Grecia. La cosmogonia è la dottrina e l’insieme di miti e leggende che tratta l’origine e la natura dell’universo.
In tali testi di origine gnostica, la figura degli arconti è legata al concetto di potenza responsabile della creazione del mondo, le cui regole dettano quelli che sono i legami tra uomo, mondo, cosmo e tempo.

Lo Gnosticismo

In passato esistevano varie religioni.
L’antica Grecia, le civilta’ mesopotamiche, l’impero romano, tutte concepivano un diverso tipo di fede, veneravano i loro dei e possedevano i loro testi sacri. Erano inoltre presenti minoranze religiose, che si tentava di sottomettere, al più di debellare. In quel contesto storico, prese fortemente piede lo Gnosticismo.

Lo Gnosticismo è un antico movimento filosofico e religioso che basa, sul concetto di  profonda “conoscenza”, il raggiungimento del fine massimo. Principalmente diffuso nei territori della Grecia antica, ha trovato largo seguito nel periodo tra il II° al IV° secolo d.C. Tuttavia, fonti riportano addirittura all’antico periodo babilonese. In generale comunque, la sua diffusione è avvenuta più o meno in parallelo al Cristianesimo. Da questo fù perseguito e ritenuto eresia.

Fondamentalmente lo Gnosticismo intendeva portare l’uomo alla salvezza, grazie alla “conoscenza delle cose”. Se nel Cristianesimo tradizionale si afferma che l’anima raggiunge la salvezza dalla dannazione eterna per grazia di Dio e alla fede in Dio, lo Gnosticismo afferma che la salvezza dell’anima dipende da una conoscenza superiore e illuminata (Gnosi) dell’uomo; conoscenza del mondo e dell’universo. Gli gnostici dunque erano persone che conoscevano la “Verità”, pertanto esseri superiori (per una conoscenza più approfondita sull’argomento, si rimanda comunque a testi di studio; in quest’ambito s’intende dare un’infarinatura).

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Uno dei più conosciuti Simboli Gnostici rappresentante la Sapienza Divina, il “Glicone”, il Serpente dal volto di leone.

Anche lo Gnosticismo possiede una serie di testi sacri. Tra i più importanti, abbiamo i Codici di Nag Hammâdi. Tali opere di letteratura vennero rinvenute nel 1946 dall’esercito inglese presso il villaggio di Nag Hammâdi in Egitto, durante il ritrovamento di un’antica biblioteca. Scritti su papiri in lingua copta, attualmente sono tra i testi più tradotti e studiati dagli studiosi del movimento gnostico. All’interno di questi codici abbiamo una serie di vangeli (tenuti peraltro occultati dal Cristianesimo) detti “Vangeli Gnostici“. Tra i più conosciuti, il Vangelo di Tommaso, il Vangelo secondo Filippo, la Sapienza di Cristo, il famoso Vangelo di Giuda o il Vangelo di Eva (quest’ultimo andato perduto).

Tra i testi di nostro interesse vi è l’Apocrifo di Giovanni (denominato Libro di Giovanni Evangelista), dove viene narrata la concezione della creazione divina.
Abbiamo un Dio, definito Eone, che generò altre coppie di Eoni, eoni maschili e eoni femminili. Insieme gli Eoni, formano la sfera divina detta “Pleroma”. Nel sistema di classificazione gnostica pertano, gli eoni altro non sono che emanazioni di Dio. Ogni nuova emanazione può avvenire solo se si uniscono un eone maschile e un eone femminile.
Successe però che un eone di nome Sophia, a causa della sua brama perversa di assomigliare al dio padre ed Eone supremo, riusci’ a generare un nuovo eone, senza unirsi a nessuno, contro natura. Sophia, generò un nuovo eone che divenne cosi’ emanazione perversa. Tale eone, nato in modo perverso era il Demiurgo.
Il Demiurgo fù il primo Arconte, che generò a sua volta altri Arconti.

Da questo “peccato iniziale“, si generò il mondo materiale, dove venne collocato l’uomo e dove l’uomo stesso si trova imprigionato, non riuscendo a raggiungere il Dio superiore.

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Alcuni frammenti dei testi copti dei Codici di Nag Hammâdi, rinvenuti nel villaggio di Nag Hammâdi nel 1946. Sono tra i più importanti ritrovamenti per quel che concerne la dottrina Gnostica.

Il Mondo Materiale

Il mondo materiale è quindi una creazione degli Arconti, che vogliono portarlo alla perfezione del Pleroma, e cercano di riprodurre tale perfezione attraverso regole e leggi. Ma questo è un errore in quanto loro cercano solo di riprodurre qualcosa che non è. E nella pratica rappresentano un ostacolo per l’essere umano. Provano sofferenza verso il genere umano e lo ostacolano in quanto a differenza loro, non posseggono il libero arbitrio. Vengono visti come parassiti pronti a indirizzare l’uomo verso azioni nefaste.

Giudici supremi e controllori dell’universo, un universo però creato per abominio. Per certi versi, andando nel concreto, è un’idea rimasta simile a quanto avvenne nella vita reale. Nell’antica Grecia infatti, la figura dell’Arconte era in effetti, una figura giuridica riconosciuta. Il termine Arconte faceva riferimento ad una istituzione; era un magistrato che deteneva il potere giuridico della poleis greca. Una carica civile, usata successivamente anche dai bizantini.

In Sintesi

Ricapitolando quindi, gli Arconti hanno fondamentalmente una connotazione negativa.
Emanazioni divine, generatori del mondo materiale come causa di atti perversi. Sul mondo esiste l’uomo il cui fine è il raggiungimento e la ricongiunzione al Dio Supremo. Si frappongono tra il mondo materiale e un Dio superiore, collocato nella sfera del Pleroma, con l’obbiettivo di ostacolare l’uomo.

Vediamo pertanto che le teorie gnostiche vanno in parallelo alla religione Cristiana e gli elementi dell’una si ritrovano nell’altra. L’emanazione divina è possibile vederla come Satana, il diavolo, affiancato nella sua perversione dal suo esercito di demoni, gli Arconti. Il loro fine è non far arrivare l’uomo a Dio. L’ennesima sfida tra il Bene e il Male.

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La Storia di Tarrare – l’uomo che mangiava animali vivi

Tarrare (talvolta citato semplicemente “Tarare”), è stato un artista di strada e militare francese, diventato famoso per le sue bizzarre abitudini alimentari. Nato a Lione intorno al 1770, fin da piccolo dimostrò un appetito fuori dal comune. Fu talmente vorace e dall’istinto perennemente affamato, da squartare senza problemi, animali vivi di media taglia per cibarsene. La sua bislacca storia è stata ben documentata, ed è arrivata a noi da fonti attendibili.

Infanzia e Adolescenza

Non sono molte le informazioni circa i primi anni di vita (lo stesso nome, “Tarrare”, trattasi probabilmente di un nomignolo), si sa solo che la famiglia, compresa fin da subito la strana natura del fanciullo, lo cacciò molto presto di casa. Si ritrovò pertanto giovanissimo, a vagabondare per la Francia.

Inizialmente campò facendo il mendicante, in seguito si uni’ ad un gruppo di artisti di strada sfruttando “le sue doti” come fenomeno da baraccone. Il suo numero consisteva nel mangiare qualsiasi cosa gli fosse proposta. Inghiottiva senza problemi sia frutti interi sia piccole pietre, arrivando ai primi animali vivi. Divenne molto noto per riuscire a mettere in bocca piccoli serpenti, divorandoli interi.

Arrivò ad “esibirsi” nelle piazze di Parigi, ma fu ben presto vittima di lancinanti dolori intestinali, spesso occlusioni, che lo costrinsero ad interrompere le sue performance. Fu ricoverato una prima volta presso l’ospedale Hotel-Dieu (il più antico ospedale parigino) dove medici e infermieri furono per la prima volta testimoni della sua particolare “caratteristica”. Al Hotel-Dieu fu curato con potenti lassativi e fu li’ che ebbe un breve periodo di stabilità.
Ma non perse la sua strana natura.

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Raffigurazione di Tarrare

Tarrare militare

In quel periodo in Francia scoppiò la rivoluzione francese. Parigi era teatro di scontri e violenze. Un pò per sicurezza, un pò per provvedere a se stesso, Tarrare entrò a far parte dell’esercito francese, arruolandosi nell’Armée Révolutionnaire Française (la fanteria della Repubblica). Naturalmente anche l’esercito si rese ben presto conto della natura singolare del personaggio in questione.

Le razioni date alle milizie francesi si rivelarono insufficienti per soddisfare il suo appetito e Tarrare si trovò disposto ad accollarsi sgradevoli compiti pur di ottenere ulteriori razioni di cibo. Ma subi’ un lento declino fisico al punto da dover essere trasferito all’ospedale militare di Soultz-Haut-Rhin (ospedale attivo durante la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 in Francia). Medici e sanitari rimasero scioccati nel constatare l’appetito sproporzionato di Tarrare. Arrivarono a quadruplicargli le razioni ma non riuscirono in nessun modo a far diminuire la sua fame. Iniziò anzi a pasteggiare con gli avanzi degli altri pazienti, a frugare nei rifiuti, a cibarsi di avanzi di farmacia.

Fu in quel periodo che il dott. Courville e il dott. Didier (chirurghi del 9° régiment de hussards) assieme al barone Pierre-Francois Percy, membro del personale medico, decisero di sperimentare e verificare fino a che punto poteva arrivare l’appetito spropositato di Tarrare, rendendolo oggetto di studio. In un primo esperimento, imbandirono una mensa per 15 commensali chiedendo a Tarrare di arrivare a mangiare fin dove arrivava; con sopresa Tarrare non solo dimostrò di divorare tutto nel giro di poche ore, ma, non sazio, concluse ingurgitando oltre 18 litri di latte. In un secondo esperimento (da qui la leggenda di Tarrare come da titolo del post), gli fu offerto un gatto vivo. Tarrare ammazzò e dilaniò l’animale in poco tempo con i denti, bevendone il sangue e inghiottendolo per intero apparentemente senza sforzo, scartando le ossa e vomitandone successivamente la pelliccia e la pelle.

Gli vennero dati in pasto altri animali vivi. Tarrare divorò senza sforzo prima serpenti e lucertole, poi una intera anguilla che ammazzò schiacciandone la testa e inghiottendola per intero senza neppure masticarla.

Percy, incredulo, all’interno di un’ampia sezione dell’opera medica “Journal de medecine, chirurgie, pharmacie, Volume 9” (parte integrante di un trattato dal titolo “Mémoire sur la polyphagie“, edito nel 1805, di cui se ne può scaricare una versione originale all’indirizzo qui riportato) scrisse di lui “I cani e i gatti fuggivano in preda al terrore al suo cospetto, come se potessero presagire la sorta di destino che egli stava loro per riservare”.

Ciò che lasciava basiti era il suo aspetto fisico. Tarrare appariva come una persona normale. Magro, di altezza e peso nella media, biondo di capelli, dalla capigliatura liscia e molto fine. Solo bocca e guancie molto più ampie del normale tanto da essere in grado di infilarsi in bocca una certa quantità di mele intere. Aveva i denti perennemente macchiati, la pelle sempre calda e un’intensa sudorazione. Una delle poche anomalie era quella di emanare di continuo uno sgradevole odore. Dopo che si riempiva di cibo cadeva spesso in un sonno profondo, nel quale il suo addome si gonfiava a dismisura; l’odore malsano andava aumentando. A parte violenti attacchi di diarrea e blocchi intestinali, la sua natura sembra non procurargli mai particolari problemi fisici. I medici dovettero inoltre constatare che Tarrare non mostrava sintomi di malattie o turbe mentali; era solo spesso vittima di spossatezza. Manifestava una pesante apatia e spesso si lasciava andare abbandonato a se stesso, sopraffatto da stanchezza. Il quadro psicologico, non sembra recasse particolari motivi tali da spiegarne l’insolito comportamento.

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Alcune raffigurazioni che sono state date di Tarrare.

Uso di Tarrare da parte dell’Esercito Francese

Quello che avvenne successivamente fu presto detto.
Tarrare era pur sempre al servizio dell’esercito francese, che pensò bene di sfruttarne le “capacità” per scopi bellici. Sotto le direttive del generale francese Alessandro di Beauharnais, iniziò una sorta di “attività di corriere”. In pratica gli veniva fatta ingoiare una scatola contenente importanti documenti e veniva spedito oltre le linee nemiche con l’ordine di raggiungere altri comandi dislocati in altre aree. Una volta arrivato, la scatola e i documenti contenuti, venivano raccolti dalle sue feci. Spesso si trattava di importanti direttive da consegnare ai comandanti di altre guarnigioni. Una volta portata a termine la missione, Tarrare riceveva come premio ampie razioni di cibo in cambio dei servizi resi (si racconta di un intero tavolo riempito con interiora di toro che Tarrare divorò in pochi attimi davanti ad un’assemblea di generali).
Sfortunatamente però, in una delle sue missioni Tarrare fu catturato dai Prussiani e incriminato come spia. Venne torturato e tenuto agli arresti fin quando non cedette, rivelando la sua natura e il suo stato di servizio. Anche i prussiani di fronte al personaggio in questione rimasero basiti; Tarrare subi’ una finta esecuzione di morte per puro scherno e fu rimandato indietro ai francesi.

L’esperienza marchiò profondamente la psiche già molto labile di Tarrare. Chiese espressamente di essere curato e venne nuovamente ricoverato; vennero sperimentate su di lui nuove forme di terapia a base di laudano o pillole di tabacco ma senza risultati. L’appetito di Tarrare continuava ad essere vorace e famelico, tanto da scappare spesso dalla clinica per cibarsi di rifiuti o avanzi che contendeva ai cani randagi. Arrivò addirittura, in preda ad attacchi feroci di fame, a cibarsi dei cadaveri della camera mortuaria. Quando dopo qualche tempo, ci fu la sparizione di un bambino di 14 mesi, il team del dott. Courville e Percy non riuscirono a difendere Tarrare dalle accuse di cannibalismo, che venne cosi’ espulso dall’ospedale.

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Una delle peggiori riproduzioni che fu fatta di Tarrare; quella che lo vede accusato della sparizione di un neonato, con conseguente cannibalismo .

Resoconti scritti su Tarrare

Come detto, Tarrare divenne ben presto oggetto di studio per la scienza del tempo e ne viene fatta menzione in svariati trattati di medicina. Citiamo “Anomalies and Curiosities of Medicine” dei clinici George M. Gould e Walter Lytle Pyle, trattato scaricabile in formato e-book, all’interno dell’archivio on-line del progetto Gutemberg – http://www.gutenberg.org/.
Rimangono tuttora sconosciute le cause. Si presuppone che l’uomo possa aver sofferto di ipertiroidismo, un raro disturbo del sistema endocrino che comporta estremo appetito, sudorazione e intolleranza al caldo. Jan Bondeson, reumatogo svedese, nel suo “Freaks: The Pig-Faced Lady of Manchester Square & Other Medical Marvels” del 2006, ritiene che Tarrare abbia avuto un danneggiamento all’amigdala, una parte del cervello che porta all’iperfagia.

Fine di Tarrare

Le ultime informazioni su Tarrare sono state raccolte ancora dal barone Percy. Durante l’ennesimo ricovero, stavolta presso l’ospedale di Versaille, chiese con forza di essere assistito dal medico che già conosceva la sua condizione. Quando Percy si recò al capezzale, trovò un Tarrare ormai estremamente deperito; non potè far altro che diagnosticargli una grave forma di tubercolosi, che assieme a violenti attacchi di diarrea essudativa, lo portò alla morte nel giro di poche settimane. Il dott. Tessier, patologo di Versaille si occupò di farne l’autopsia sul cadavere. Scoprirono che Tarrare aveva uno stomaco e un fegato di grandezza inusuale ma non furono riscontrate molte altre differenze rispetto ad una persona normale. Alla fine di Tarrare, rimane pertanto, lo strano quadro clinico e la sua triste storia.

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La copertina de “Journal de medecine, chirurgie, pharmacie” del barone Pierre-Francois Percy, dove è riportata una delle descrizioni più approfondite, della figura di Tarrare.

La Leggenda del Terribile Terremoto dell’11 Maggio 2011

Questo articolo parla della classica Leggenda Urbana.
Voci che circolano tramite passaparola, fonti ignote. Alla notizia fu dato ampio credito, al punto che Roma quel giorno si svuotò. Era l’11 Maggio del 2011, Mercoledi’. L’informazione che girava, riguardava una profezia dello studioso Raffaele Bendandi, secondo la quale un terribile terremoto avrebbe colpito Roma il giorno 11 Maggio 2011.

Chi era Raffaele Bendandi

Raffaele Bendandi non è stato uno scienziato.
Era un semplice appassionato di astronomia. Nato alla fine del ‘800, artigiano, intagliatore, scultore del legno, fin da piccolo spiccò in lui un forte amore per il cosmo. Non terminò mai gli studi, ma già all’età di 10 anni, il suo talento e la sua passione si mostrarono prepotentemente, riuscendo da autodidatta, a fabbricare piccoli telescopi con cui esplorava il cielo.

Nel 1908, in seguito al terremoto di Messina, si appassionò a tal punto all’argomento, tanto da iniziare a studiare le possibilità di prevederne l’arrivo. Grazie ad alcuni strumenti da lui costruiti e collocati in una profonda grotta dell’Appennino, arrivò alla conclusione che la superficie terrestre non è rigida. In balia di continui smottamenti, si muove e si deforma, in base al rapporto tra la Terra e gli altri corpi celesti. Partendo dal presupposto che le maree sono influenzate dalle fasi lunari, intorno al 1920 elaborò una teoria detta “Teoria Sismogenica”, dove interpretando i movimenti e l’influenza degli astri sulla Terra, sosteneva di poter prevedere i terremoti.

Nel 1923 per dare credito alle sue teorie, depositò davanti al notaio Domenico Savini di Faenza, un verbale dove veniva teorizzato l’arrivo di un terremoto nelle Marche il 2 Gennaio del 1924. Bendandi sbagliò di due giorni. Il terremoto si verificò effettivamente nella zona di Senigallia e il Corriere della Sera, a conoscenza della notizia, gli dedicò la prima pagina chiamandolo “Colui che prevede i terremoti”. A quel punto la sua fama si diffuse e Bendandi veniva conosciuto nel mondo (una figura contraddittoria, a cui “LeggendeUrbane” darà maggiore spazio in futuro. Questo articolo fa solo un rapido cenno su quella che è stata la sua attività).

Bendandi studia il cielo
Un’immagine d’epoca di Raffaele Bendandi intento a studiare il cosmo con un telescopio – il famoso Pseusoscienziato, ha dedicato l’intera vita allo studio della scienza.

Leggenda e Bufala sulla previsione di Bendandi

Perchè si parla di Leggenda Urbana ?
Perchè sembra che in realtà, Raffaele Bendandi, non abbia mai predetto nessun terremoto a Roma. Stando a quanto raccolto nei suoi studi, avrebbe teorizzato altre date. Sull’onda di un vociferare sempre più insistente, venne sentita Paola Lagorio, presidente dell’associazione culturale “La Bendandiana”, istituto che raccoglie e studia l’enorme mole di materiale lasciato da Bendandi. Nell’Aprile del 2011 la Lagorio rilasciò un’intervista dove asseriva chiaramente l’assenza di documenti riguardanti Roma; la notizia era pertanto da ritenersi falsa.

Fu il mensile di scienza “Focus” a ricostruire quanto avvenne.
Sull’onda di un servizio televisivo della trasmissione Voyager, nei giorni seguenti su Internet, si scatenò un dibattito sulla figura di Bendandi. Nacquero una serie di fraintendimenti che portarono a mischiare le profezie di Nostradamus, con la figura di Bendandi. Tempo dopo fu nuovamente Voyager a riprendere in mano l’argomento, proponendo un nuovo servizio dal titolo “Bendandi, il profeta inascoltato”, con in sovraimpressione il titolo “La verità sul presunto terremoto del 2011 in Italia. Un terremoto colpirà Roma l’11 Maggio 2011 ? “.  Nonostante le smentite della Lagorio, la leggenda metropolitana prese vita. E Roma si svuotò.

negozi nella capitale
per non saper né leggere né scrivere, a Roma molti negozi chiusero la loro attività il giorno 11 Maggio 2011. Sui bandoni chiusi della capitale apparvero molte affissioni di “chiusura per motivi personali”

Scienza & Bendandi

L’errore sembra nascere dall’interpretazione sbagliata delle quartine di Nostradamus, attribuite erroneamente allo studioso romagnolo. Nella Quartina 82 Centuria IX si riporta quella che è stata interpretata come la profezia catastrofica di un devastante terremoto su Roma. Paola Lagorio dichiarò “infondate le previsioni che compaiono su Internet”.

Bendandi comunque durante la sua vita, pare abbia veramente previsto una serie di terremoti poi effettivamente verificatisi. Nel corso degli anni continuò incessantemente le sue ricerche. Sembra abbia previsto con esattezza il terribile terremoto del Friuli del 1976; avverti’ le autorità ma non venne creduto.

Ad oggi la comunità scientifica non da credito alla sua figura. La sua “Teoria Sismogenica” è priva di riscontri oggettivi e non vengono mai spiegate le cause. Bendandi, genio incompreso, si formò da autodidatta, non fece mai un percorso di studi e non ha mai pubblicato un’esposizione scientifica. Soprattutto, quanto da lui affermato, non è mai stato verificabile. Godette di stima dal mondo accademico, fu insignito del titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Giovanni Gronchi, ma la sua enorme mole di materiale è ritenuto privo di fondamento teorico. La Teoria Sismogenica è pertanto affine alla branca delle Pseudoscienze (argomento privo di verifiche empiriche).

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, le teorie di Bendandi si basano su dati statistici. Mediamente in Italia avvengono circa 30 scosse di terremoto al giorno. I terremoti sono causati da uno spostamento della crosta terrestre, fenomeno questo che avviene di continuo. Recentemente, Cristiano Fidani dell’INFN di Perugia ha avuto accesso all’archivio dello studioso e ha stilato un catalogo completo delle previsioni di Bendandi per verificarle. Non esistono previsioni da lui formulate che riguardano periodi superiori al 1977.

Infine

Per ultimo, si fa menzione su quello che è realmente successo.  Per fortuna alla fine, non ci fu nessun terremoto a Roma in data 11 Maggio 2011. Quello che avvenne però fu un altro sisma, con epicentro non troppo lontano da Roma. Si tratta del terremoto che colpi’ il sud della Spagna e che provocò gravi danni nelle regioni di Murcia e nella Lorca . Un terremoto avvenuto veramente in data 11 Maggio 2011 che causò 9 morti e moltissimi feriti. Si tratta purtoppo di uno dei peggiori terremoti della regione.

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Un’altra immagine di Raffaele Bendandi nel suo studio. Forse Genio incompreso, ad oggi non sappiamo dire se lo studioso faentino sia davvero riuscito a formulare una teoria attendibile per predire l’arrivo di un terremoto.

Raffaele Bendandi o meno, la Terra ha tremato davvero l’11 Maggio 2011. Di seguito, le immagini del sisma che colpi’ il sud della Spagna.

Le Sorelle Fox

Le sorelle Fox, Kate e Maggie Fox, sono il primo caso conosciuto di Medium. Due donne in possesso di facoltà medianiche. Erano in grado di comunicare con l’aldilà.

Lo Spiritismo è stata una corrente filosofica nata in Francia intorno alla metà dell’800. All’inizio solo un semplice argomento che coinvolgeva appassionati, si è ben presto diffuso tanto da diventare una vera e propria dottrina. Precursore del movimento, nonchè primo a studiarne i contenuti, fu il pedagogo Allan Kardec. Scrisse cinque importanti volumi (Il Libro degli Spiriti, Il Libro dei Medium, Il Vangelo secondo gli Spiriti, Il Cielo e l’Inferno, La Genesi), tuttora considerati testi chiave della letteratura spiritica.

Kardec osservò una serie di fenomeni, formulando le prime teorie che introducono il concetto di “spirito” come presenza incorporea. Riteneva possibile interagire con l’anima di un defunto, diventato spirito nell’aldilà. Questo poteva avvenire solo grazie all’intervento di un medium, ossia una persona dotata di particolari facoltà che gli permettevano di comunicare ed essere un tramite tra le anime dei defunti e i viventi. La comunicazione avveniva in una seduta spiritica.

In seguito influenti personalità, proseguirono il lavoro di Kardec. Lo scrittore inglese Sir Arthur Conan Doyle fu uno dei suoi più appassionati seguaci. Tra la metà del ‘800 e per buona parte del ‘900, lo Spiritismo fece milioni di proseliti nel mondo, tanto da diventare un ostacolo alla fede della comunità cristiana. Per lungo tempo la chiesa lo ha visto come un “rivale incallito”.

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a sinistra, Allan Kardec, padre del movimento Spiritista – a destra, un’immagine di una Seduta Spiritica.

 

Kate e Maggie Fox

Non sappiamo la verità sulle sorelle Fox. Le prime Medium della storia oppure quella che a detta di qualcuno, altro non è che una frode. Molti pensano seriamente che le due donne erano in possesso di facoltà medianiche. In grado di comunicare con le anime dei defunti.

La Storia racconta questo.
Kate e Margaret Fox, erano due bimbe, rispettivamente di 11 e 14 anni, quando nel 1848, ad Hydeville, Stati Uniti, cominciarono ad udire strani rumori provenienti nella casa dove vivevano. Prima delle bambine, fu la madre a sentire questi strani rumori simili a rintocchi sul legno. Incapace di capirne la fonte, si recò nella stanza delle figlie che dormivano assieme alla sorella maggiore Leah. La casa oltretutto aveva una fama sinistra.

Durante la notte del 31 Marzo, Kate avrebbe iniziato a dialogare con uno spirito. Ad ogni domanda lo spirito rispondeva con un colpo simile a quelli uditi. Le bambine dettero anche un nome alla misteriosa presenza, quello di “Mr. Splitfoot” (Signor Piede-Biforcuto). Il dialogo prosegui’ nei giorni successivi, tanto che anche conoscenti e vicini furono testimoni dell’evento. Secondo le bambine, lo spirito apparteneva ad un certo Charles B. Rosma, un ex venditore ambulante, barbaramente ucciso all’interno della casa e poi sepolto in cantina. Sulla base di quelle parole, furono fatti degli scavi e fu rinvenuto uno scheletro.

A questo punto la fama delle bambine dilagò.
Furono mandate a Rochester da Amy e Isaac Post, una coppia di Shakers (ramo appartenente alla congregazione religiosa dei Quaccheri, puritani, fedeli al movimento cristiano Calvinista), in rapporti di amicizia con la famiglia Fox. La coppia si convinse del fenomeno al punto da diffondere la notizia nella loro congregazione. La comunità Shakers si convinse delle facoltà delle bimbe. Nacque cosi’ il primo nucleo di quella che fu successivamente riconosciuta come “Chiesa Spiritista”.

Le sorelle iniziarono a tenere sedute pubbliche alla presenza di personaggi di spicco (lo scrittore James Fenimore Cooper, il politico George Bancroft). Il Movimento Spiritista prese sempre più piede, diventando in poco tempo un fenomeno di massa. Kate e Margaret divennero sensitive di fama mondiale. Tenevano costantemente sedute spiritiche, anche di fronte a un pubblico scettico il quale non riusci’ a dare spiegazione ai famosi “colpi”.

L’editore e politico Horace Greeley, convinto sostenitore delle ragazze, ne era talmente entusiasta tanto da diventarne diretto protettore, introducendole negli ambienti altolocati. Sempre più persone pagavano lautamente le due ragazze in cambio di una seduta spiritica dove venivano messi in contatto con qualche familiare caro.

Le Sorelle Fox
una foto d’epoca che ritrae le tre Sorelle Fox. Kate, la più piccola, al centro; Margareth sulla sinistra; Leah, la maggiore, a destra.

 

Crisi di Coscienza e successiva confessione

Il fenomeno acquistò proporzioni immani.
Le ragazze ormai appartenevano alle classi sociali elevate. Si maritarono con personaggi influenti, riuscendo a raggiungere il benessere economico. Ma non riuscirono a tenere sotto controllo il fenomeno. Successo e fama le destabilizzarono. Entrarono in una profonda crisi depressiva ed ebbero gravi problemi di alcolismo.

In piena crisi di coscienza, rabbiose contro la sorella maggiore Leah, decisero di togliersi il peso di dosso, rivelando al mondo quella che a loro dire fu una delle più grandi truffe di sempre.

Rilasciarono un intervista ad un famoso cronista dell’epoca. Margaret fece un’apparizione pubblica alla New York Academy of Music il 21 Ottobre 1888. Alla presenza in sala della sorella Kate, davanti ad una platea gremita, rivelò come riuscivano a produrre ad arte dei colpetti che potevano essere uditi in tutto il teatro. Era infatti in grado di far schioccare le articolazioni delle dita dei piedi, emettendo un suono molto acuto simile ad un colpo dato al muro. Medici presenti, salirono sul palco per sincerarsi della veridicità di quanto affermato.

Le due bambine per prendersi gioco della madre, producevano inizialmente dei colpi alle pareti con una mela legata ad uno spago. In tenera età, poi impararono facilmente a far scricchiolare le ossa dei piedi in modo da produrre un forte rintocco senza muovere le mani. Questo perchè da bambini le ossa e i muscoli delle gambe sono talmente teneri, che con un pò di allenamento, è possibile imparare ad incastrarle in modo da produrre un suono curioso, simile ad un colpo di nocche. Un gioco che in età adulta non è più possibile a causa della rigidità acquisita.

La sorella maggiore Leah resasi conto dell’incredulità provocata dallo scherzo, incitò le bambine a continuare. Quando poi, paradossalmente, alla loro bugia del cadavere in cantina, fu effettivamente rinvenuto uno scheletro, il gioco fu fatto. Leah capi’ presto che avevano trovato un modo ingegnoso per fare lauti guadagni.
Margaret rivelò a tutti quella che altro non era che una frode.

Conseguenze dello Spirititsmo

Ma il fenomeno era ormai in atto. Lo Spiritismo aveva milioni di proseliti in tutto il mondo. Molti persone anzi, ritenevano in realtà le sorelle potenti Medium e la storia della truffa era solo un tentativo di portare infamia verso la sorella maggiore. Il fenomeno non si arrestò, arrivando al punto di li’ a poco che, centinia di persone si spacciavano per sensitivi, ricavando ottimi profitti. Tuttora, molti sedicenti personaggi, si professano maghi e sensitivi chiedendo di essere contattati dietro lauta parcella.

Il Movimento Spiritista è un ancora un movimento con un largo seguito. Esistono associazioni che diffondono nel mondo il vangelo della Chiesa Spiritista. In Nord America tra le affiliate c’è la National Spiritualist Association of Churches, nel Regno Unito è presente la Spiritualists’ National Union.

Circa un anno dopo i fatti raccontati, Kate e Margaret Fox fecero una brutta fine. Questo fu probabilmente il lato più assurdo dell’intera vicenda. Lo Spiritismo era una pratica diffusa in tutto il mondo, ma all’interno della loro cerchia di conoscenze, le due sorelle persero di credito. Tacciate di imbroglio e cialtronaggine, furono messe al bando da tutti. Finirono in povertà e evitate dagli amici di un tempo. Morirono tristemente e vennero seppellite in tombe destinate agli indigenti.

Sogni Lucidi

Quella dei “Sogni Lucidi” è un’esperienza, che un essere umano è in grado di fare mentre dorme. Nella pratica, un individuo che dorme, se sta sognando, può “prendere coscienza del fatto che sta sognando”.  Obbiettivo principale, il controllo del sogno.
Tecnicamente, il fenomeno in questione è chiamato “Onironautica“; colui che naviga nel sogno è detto “Onironauta“.

Il termine è stato ideato dallo scrittore e psichiatra olandese Frederik Van Eeden. Quello che maggiormente interessa è, soprattutto, capire se esiste la possibilità di modificare un sogno e indirizzarlo secondo la propria volontà. Questo significa, scegliere cosa sognare.

I Sogni Lucidi sono oggetto di studio di svariate aree scientifiche; sconfinano nell’occulto, nella new age, nella filosofia, in generale nella creatività. L’università di Stanford dispone attualmente di un centro che si occupa del fenomeno, il “Lucidity Institute”. Il suo fondatore, il dottor Stephen LaBerge, descrive l’esperienza come “sognare sapendo di stare sognando”. LaBerge ritiene che il fenomeno possa essere applicato alla psicologia, allo sviluppo delle idee, nel rafforzare l’autostima, nella capacità di affrontare paure e inibizioni, nel raggiungere l’armonia interiore.

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I sogni, da sempre gli uomini tentano di interpretarli. I Sogni Lucidi, sono forse un tentativo per controllarli.

Prendere controllo del Sogno

Requisito essenziale è saper riconoscere il momento in cui si sta sognando. Secondo la teoria, operazione possibile solo dopo un intenso allenamento. Esistono varie tecniche; una delle più accreditate consiste nel tenere a mente i propri sogni al risveglio. Questa è di per se, impresa ardua. Il ricordo del sogno tende infatti a svanire rapidamente. In genere vengono ricordati solo i sogni fatti poco prima di svegliarsi. Tenere un diario, permette di potenziare l’abilità del ricordo.

Il secondo passo è capire come distinguere il sogno dalla realtà. Nella fase onirica si verificano situazioni non concrete. Per riconoscerle, è necessario affidarsi alla percezione umana. Le percezioni che un individuo ha nella vita reale, sono legate alla vita reale stessa. Sono lineari, frutto di fenomeni cognitivi. Sviluppate interagendo con ciò che ci circonda. Nei sogni, le percezioni vengono stravolte. La presa di coscienza perde la propria prerogativa a vantaggio di una situazione che la percezione umana distingue come surreale. Sostanzialmente, ciò che una persona deve essere in grado di identificare, è qualcosa che ha a che fare, con la bizzarria.

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a sinistra – tenere un diario dove annotare i nostri sogni al risveglio, può essere un buon modo per allenarsi a tenerli a mente — a destra – “Il Viaggio Surreale” di Roberto Pelucco – nei sogni la percezione umana è stravolta. Ciò con cui abbiamo a che fare non è la Realtà; è la Surrealtà.

Questa è ritenuta una delle fasi più complicate. Molti individui, durante la fase di veglia, spesso non riescono a rendersi conto neppure del cosiddetto “sogno ad occhi aperti” (ad esempio quando, alla guida della propria auto, incosciamente arriviamo alla destinazione voluta). In secondo luogo perchè, sembra molto complicato riuscire a distinguere l’esperienza del sogno lucido da quella del “viaggio astrale” (argomento quest’ultimo, cui “LeggendeUrbane” darà ampio spazio in seguito). Durante il viaggio astrale una persona è in grado di percepire l’ambiente reale; nel sogno lucido ciò che ci circonda è ciò che è chiamato surreale (sublime testimonianza sono alcuni capolavori del maestro Salvator Dali’).

Tipiche situazioni bizzarre, da riconoscere durante la fase onirica sono: la mancanza pressoché totale di forza di gravità, il salto nel vuoto, rimanere sospesi per aria, non riuscire a leggere una frase o le lancette di un orologio, non mettere a fuoco oggetti, non riuscire ad urlare, non riuscire a vedere riflesso il proprio viso.

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a sinistra – una proiezione astrale, un’esperienza extracorporea, durante la quale l’anima lascia il corpo fisico e si muove in un piano astrale — a destra – il nostro viso nei sogni spesso non lo vediamo mai veramente.

Tecniche per interagire nel Sogno

Esistono varie tecniche per sperimentare un sogno lucido: dalla tecnica “RCT“, metodo del controllo sulla realtà (dove si richiede all’individuo di focalizzare insistentemente l’attenzione su situazioni che cambiano di continuo, ad esempio un orologio, il tabellone degli orari del treno, per essere cosi’ in grado durante il sogno, di prestare attenzione su ciò che cambia all’improvviso), alla tecnica “CAT“, tecnica di adeguamento del ciclo, dove si chiede di cambiare il proprio ciclo di sonno al fine di aumentare le probabilità di veglia nel momento vicino al risveglio. Esistono inoltre tecniche di induzione mnemonica (MILD), induzione per risveglio (WBTB), tecniche di induzione mediante stimoli esterni (somministrando continuamente al paziente che dorme, un audio dove viene ripetuta la frase “io sto sognando”).
Anche la Tv ha trattato questi temi nel famoso Horror di Wes Craven, “Nighmare” e nel thriller fantascientifico di Chirs Nolan, “Inception”.

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Locandina di “Nightmare – Dal profondo della notte” – Il famoso film horror di Wes Craven, datato 1984 e basato sul personaggio immaginario del signore dei sogni, Freddy Kruger, tratta proprio il tema dei Sogni Lucidi.

Considerazioni

Molti ritengono i sogni, un messaggio esoterico. In passato i sogni erano considerati messaggi degli dei, previsioni del futuro. All’inizio del XIX° secolo, con l’avvento della psicologia, i sogni iniziarono ad essere studiati. L’Universo Onirico divenne argomento di studio. Il grande Sigmund Freud fu il primo a diffondere l’idea che i sogni non possono essere interpretati se non con un diverso approccio. Secondo Freud i sogni nascondono complessi meccanismi psicologici, parte integrante dell’inconscio. Prendevano piede teorie secondo le quali i sogni portassero messaggi nascosti e concettualmente, il modificarli, significava modificare la realtà. Teorie in parte fantascientifiche probabilmente.

Negli anni ’70, gli scienziati Allan Hobson e Robert McCarley svilupparono una teoria secondo la quale i sogni lucidi hanno origine nell’attività tronco encefalica. Sono quindi un tentativo di dare ordine alla enorme mole di informazioni ricevute durante il giorno. Gli anni novanta, portano le neuroscienze a considerare i sogni lucidi una sorta di “cognizione spontanea”.

Le moderne tecniche di neuropsichiatria definiscono in modo ancora più chiaro come i sogni lucidi non siano misteriosi messaggi provenienti dall’inconscio, ma una forma di processo cognitivo nel quale si consolida la memoria e simulano gli eventi che la mente umana vorrebbe si realizzassero in futuro. In pratica è il cervello che produce un processo in base alle proprie emozioni.

Certamente sarebbe affascinante pensare ai sogni come a messaggi legati al proprio destino. La NeuroScienza, trattando i Sogni Lucidi, è riuscita a dare credito ad un fenomeno che per qualche tempo si credeva impensabile. E questo per la scienza è un grande traguardo.

Lo strano caso di Elisa Lam

Elisa Lam è il nome di una ragazza coinvolta in un caso di cronaca nera. Una vicenda controversa soprattutto dovuta all’aurea di mistero che si porta dietro da anni. Ha addirittura inspirato registi e sceneggiatori di Hollywood che ne hanno tratto una puntata per la serie tv “American Horror Story”. Molti elementi rimangono ancora inspiegabili e per quanto ne sappiamo le autorità continuano a brancolare nel buio. In sostanza, non è dato sapere cosa sia successo.

Cronologia degli eventi

Elisa Lam, è stata una giovane studentessa canadese dell’Università della Columbia. Figlia di immigrati cinesi, nel Gennaio del 2013, intraprese un viaggio turistico, nella California del Sud.

A Los Angeles, decise di pernottare al Cecil Hotel (attualmente chiamato “Stay of Main Motel”), economico albergo del quartiere di Skid Row (quartiere di Los Angeles famoso per essere tra i più degradati della città).

Dopo i primi tempi nei quali alloggiò in una camera condivisa, mostrò un comportamento stravagante, tanto da obbligare i gestori del hotel a darle una stanza singola. Pochi giorni dopo, Elisa scomparve. Nè alla reception, nè la famiglia, avevano avuto più notizie. Dopo qualche settimana, le pessime condizioni dell’acqua potabile, costrinsero un inserviente a recarsi sul tetto per un controllo alla cisterna. Qua avvenne la macabra scoperta. Santiago Lopez (questo il nome dell’inserviente) rinvenne immerso nella vasca il cadavere di Elisa Lam. Il corpo giaceva nel serbatoio, profondo molti metri.

Inizio delle indagini

Fu immediatamente allertata la polizia locale.
Molti elementi apparvero fin da subito strani. La polizia non riusciva a spiegare la dinamica degli eventi. Non era chiaro se si trattava di un omicidio o di un suicidio. Causa principale del decesso, l’annegamento nel serbatoio, ma il corpo non presentava segni di violenza. Non c’erano segni della presenza di altre persone. L’accesso al tetto era possibile solo attraverso tre scale anti-incendio; l’unica porta era chiusa a chiave e l’accesso vietato agli ospiti.

Venne rilasciata una dichiarazione ufficiale dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Elisa sarebbe stata avvistata l’ultima volta il 31 Gennaio 2013, cinque giorni dopo essere arrivata in città. Vennero visionate le telecamere di video sorveglianza a circuito chiuso. Fu cosi’ che saltò fuori quello che è considerato l’elemento più anomalo.

Il Video

Tra i  video visionati, uno in particolare era contradditorio. Le immagini mostrate lasciavano basite le forze dell’ordine.

Nel video vediamo Elisa entrare nell’ascensore, premere diversi tasti e successivamente, interagire con qualcosa di invisibile. Le porte non si chiudono, Elisa entra ed esce, come indecisa. Si guarda intorno, gira la testa da una parte all’altra in modo frenetico, controlla continuamente come in preda al panico. Successivamente muove le mani come alla ricerca di una presenza invisibile. Nel video, oltre a Elisa non ci sono altre persone. Quello che si vede sembra il comportamento di una persona spaventata.

Il decesso è stato registrato come “annegamento accidentale”; in realtà la polizia non ha rilasciato dichiarazioni sulle circostanze della morte della Lam che rimangono sconosciute.

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a sinistra un’immagine di Elisa Lam e dei serbatoi di acqua dove è stato ritrovato il corpo – a destra uno schema di accesso alle cisterne

Ipotesi sulla morte

Tra le ipotesi degli inquirenti, il bizzarro comportamento è probabilmente dovuto ad uso di droghe o alcolici. Oppure la Lam era sotto l’effetto di allucinogeni. Ma l’autopsia ha escluso questa possibilità. Nel rapporto tossicologico non sono state trovate traccie di alcol o droghe. Il Coroner del Dipartimento dell’ LA County, ha ribadito che la causa della morte è stata accidentale, causata da annegamento. Ma l’accidentalità dell’evento è un’ipotesi che non collima. La cisterna non era facilmente accessibile, risulta difficile passare dalle scale antiincendio senza essere notati, il coperchio del serbatoio per essere aperto, necessitava di notevole forza. Come spiegato, si è ipotizzato ad un omicidio ma senza segni di violenza sul corpo anche questa ipotesi non regge. E comunque il famoso video, mette tutto in discussione.

Commenti

Quando il video ha iniziato a circolare sul web, in poco tempo è diventato virale. Social e forum avallano svariate teorie. Si va dalle ipotesi più plausibili (droghe, allucinazioni, esaurimento nervoso) a teorie che chimano in causa il sovrannaturale (possessione mentale, demoni, attività paranormali). Secondo alcuni, Elisa Lam potrebbe essere stata malata di tubercolosi dal momento che nei giorni coincidenti alla sua morte c’è stata un’epidemia che ha colpito migliaia di persone nella zona vicino al Cecil Hotel. Anche in questo caso comunque l’autopsia non ha rilevato tracce di bacilli nei polmoni.

Tra le ipotesi verosimili, si suppone che la ragazza fosse vittima di una grave forma di depressione. Dal suo blog personale ne emerge il quadro di una giovane brillante, femminista convinta, amante dell’arte e dell’architettura moderna; allo stesso tempo, dalla personalità labile, in crisi, con numerosi riferimenti al mal di vivere. Oltretutto sembra che la Lam soffrisse di disturbo bipolare, fattore che secondo i medici legali, ha contribuito alla morte. La sorella ha confessato al detective Wallace Tennelle, che Elisa era solita prendere farmaci per curare i suoi disturbi tra cui il Wellbutrin (un antidepressivo), il Lamotrigdine (un anticonvulsivante), il Quetiapine (un antiepilettico e uno stabilizzatore dell’umore). I medici legali hanno cercato tracce di farmaci, ma comuqne sia non è da ricondurre a questi la causa della morte.

Rimane il video e il suo comportamento insolito. Probabilmente, chiave di lettura dell’intera vicenda. Elisa entra in un primo momento nell’ascensore; poco dopo sembra disturbata da qualcosa. Per qualche ragione, la porta dell’ascensore non si chiude. La ragazza, forse in preda al panico, inizia a guardarsi attorno, esce, rientra, guarda a destra e sinistra, preme la pulsantiera quasi senza senso. Al minuto 01:57, muove le mani, a cercare una presenza nell’aria. Poi si allontana. Finalmente la porta si chiude e riprende a funzionare. Da quel momento, Elisa non si vedrà più. Qualcuno afferma di intravedere quello che sembra essere il piede di un’altra persona, forse l’assassino (inverosimile, sembra solo il piede di Elisa). Qualcuno pensa alla presenza di una persona armata che sappia dove è posizionata la telecamera. Forse l’ascensore è tenuto fermo al piano da qualcuno. Non si spiega perchè la Lam comincia a muovere le mani in quel modo.

Cecil Hotel - facciata
Facciata del Cecil Hotel; sulla destra si intravedeno le scale anti incendio per raggiungere il tetto.

La terribile storia del Cecil Hotel

Infine, raccontiamo quella che è l’agghiacciante storia del Cecil Hotel. Considerato da sempre tra i più squallidi alberghi di Los Angeles, si trascina appresso la “fama” di essere stato nel corso degli anni, l’impressionante teatro di una serie di omicidi che ha visto coinvolti alcuni dei più spietati serial killer degli Stati Uniti d’America. Nelle sue stanze, Richard Ramirez, soprannominato “The Night Stalker”, tra il 1984 e il 1985 ha ucciso più di 14 persone. Qualche anno dopo, nel 1991, per cinque settimane vi è stato residente il pericoloso austriaco Jack Unterweger che uccise tre prostitute nella sua camera. Ancora prima, la residenza è stato funestata da altri fatti di cronaca nera avvenuti al suo interno. Fra il 1950 e il 1960 vi sono stati diversi suicidi e nel 1964 è stata trovata morta nella sua stanza una donna anziana di nome Goldie Osgood, probabilmente uccisa da qualche ladro che la strangolò, la accoltellò e la violentò prima di derubarla. “LeggendeUrbane” si occuperà in futuro delle macabre storie che girano sul Cecil Hotel. Allo stato attuale si può solo menzionare quella che sembra essere una maledizione che grava sul posto.
Per la cronaca il caso di Elisa Lam è tuttora un caso irrisolto.

Di seguito il famoso Video dell’Ascensore (video tratto da “Il Fuoco di Prometeo”)